Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      [1530] libro dodicesimo. 421
      senza far menzione alcuna del papa, gli espose questo loro desiderio, mostrandolo giustissimo con quelle ragioni e quelle cagioni, che non mancano a coloro che cercano di difender la libertà. 1/ imperadore, essendo la guerra allora in colmo, e sappiendo di quanta comodità fosse al suo esercito quella città, diede loro, secondochè aveva ordinato Clemente, buone parole, perchè essi seguitarono di reggersi a repubblica, e mandar fuora i loro uficiali a governare le loro castella; poi al principio di maggio, spinti dal medesimo desiderio, gliene mandarono un altro1 in Augusta, il quale, ritornato alla fine di luglio, riferì la volontà di Cesare essere, che la città ritornasse come prima sotto 1' ubbidienza di papa Clemente. Questa risposta riempi tutto quel popolo di dolore, di confusione e di spavento inestimabile; pure, come franchi uomini, cominciarono a discorrere l'uno coli' altro quello che fare si dovesse, ed essendo i pareri, o piuttosto i dispareri, molti e molto vari, si ragunarono in pubblico, e fecero una consulta, nella quale dopo molte oppenioni conchiusero alla fine, non che si dovessero mandare ambasciadori al papa con autorità di capitolare, come consigliavano i più prudenti, ma come vollero i più desiderosi della libertà; misuràndo, come fanno gli uomini per lo più, non il volere dal potere, come bisognerebbe, ma il potere dal volere; che s'indugiasse la risoluzione tanto, che il conte Rosso, il quale era al Campo, e gli statichi eh' erano in Firenze, fossero tornati. Tornato il conte e gli statichi, non solo non si fece la detta risoluzione, ma in sul bello del volerla fare, anzi più tosto perchè non si facesse, si levò il popolo a romore, e gridando altamente Cavallo e Libertà, corsero col conte a casa il signore Otto, il quale ritornandosene libero da Firenze aveva dato una pugnalata nel petto a uno di coloro, il quale per mantenere la libertà andava gridando che non voleva che si ragionasse d'accordo, e volendo stare con esso lui a tu per tu, bisticciava seco che era meglio aspettare l'esercito. Il signor Otto si ritirò in una camera terrena, e dopo lungo combattimento fu menato collo stendardo pubblico prigione in Palazzo, insieme col fra-
      ' Fu Fra Daniele Ricoveri, Domenicano.
      VARCHI. — 2.
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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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