Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      398 storia fiorentina. ,_1530]il quale s'era fatto condurre a Roma da Ottaviano de' Medici la duchessina, inteso che i cittadini erano più divisi e più disuniti che mai, e l'invidia eh' era portata alla grandezza di Baccio da messer Francesco Guicciardini e da altri, mandò al governo dello stato l'arcivescovo di Capua, e Baccio con non1 molta soddisfazione sua fu fatto presidente della Romagna.
      XVII. Messer Donato Giannotti standosi tra paura e speranza, fu preso anch'egli, ma aiutato da'favori degli amici e dall' innocenza sua, scampò con gran fatica la vita, e fu confinato fuori di Firenze sei miglia e dentro le venti, con tal condizione, che non potesse entrare in nessuna terra murata, e dovesse sodare 1' osservanza per cinquecento ducati; il che fece per lui messer Niccolò di Piero Ardinghegli, che fu poi cardinale: nò fu mai vero che messer Donato, quando era segretario de' signori Dieci, leggesse le lettere altramente di quello ch'elle stavano, come gli appongono alcuni, i quali mostra che male sappiano che egli, quando ben avesse voluto, e gli fosse stato comandato da alcuni de' superiori, non però, tali sono gli ordini delle repubbliche e tale era il costume di quel magistrato, arebbe potuto ciò fare, senza essere stato scoperto e gastigato. Fu ben vero, che i Dieci alcuna volta tutti d'accordo, quando volevano mandare alcuno de'loro cancellieri a leggere alcuna lettera pubblicamente nel Consiglio, usavano fare, che messer Donato, deciferata e letta eh' ei l'aveva, interlineasse alcuni versi, secondochè giudicavano a proposito, a fine che cotali versi cosi interlineati, si dovessono saltare dal cancelliere, senza leggerli altramentiin pubblico.
      XVIII. Maestro Guasparri d' Antonio Mariscotti da Mar-radi fu confinato a Bagnarea, a Todi e nel Patrimonio, o nella Marca, dove meglio gli tornasse, per tre anni; i quali forniti, non potesse tornare senza il partito dell' otto fave nere, e non osservando, pena del capo e confiscazione de' beni. Era maestro Guasparri uno de' quattro maestri pubblici, i quali erano salariati dal Comune. La cagione del suo confino fu, perchè egli nel principio della guerra aveva bonariamente scritto una lettera latina all'imperadore, e una elegia fattagli da me al papa,
      1 Questa negativa è nel Ms. P.


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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