Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      [1530] liéro dodicesimo. 387
      dusse con inganno e con forza al signor Malatesta, il quale lo mandò con grandissima diligenza a Roma, e Clemente comandò che fosse messo in una buia e disagiosa prigione in Castel Sant'Agnolo; dove, ancoraché il castellano, il quale era me9ser Guido de'Medici vescovo di Civita, avendone compassione 1' accarezzasse da prima, e s'ingegnasse di mitigare l'iracondia del papa, nondimeno dopo più e più mesi stando irf ultima inopia di tutte le cose necessarie, ed essendoli ogni giorno per commissione di Clemente stremato quel poco di pane e di acqua che gli eran conceduti, non meno di sporcizia e di disagio che di fame e di sete miserabilissimamente mori ; nò gli giovò, eh' egli aveva umilmente fatto sentire al papa, lui essere uomo per dovere, quando a Sua Santità fosse piaciuto di tenerlo in vita, comporre un' opera, nella quale mediante i luoghi della Scrittura Divina confuterebbe manifestamente tutte l'eresie luterane. E, per vero dire, egli fu degno odi maggiore e miglior fortuna, o di minor dottrina ed eloquenza.
      V. Fra Zaccheria non sappiendo in che modo scamparsi dalla diligenza di Malatesta, si raccomandò all' abate de' Bar-tolini; ed egli, il quale era non pur gentile, ma la gentilezza stessa, lo fece nascondere segretamente in casa di Giovanni suo fratello, donde egli fra pochi giorni, vestito a uso di villano, con certi contadini i quali andavano a far erba, s'usci di Firenze, e se n' andò prima a Ferrara, poi a Vine-gia, dove dimorò più tempo, trattenendosi sempre co' fuorusciti e confortandogli colla speranza del miracolo: pure alla fine più a quello che era, che a quello che a essere aveva, credendo, quando il papa fu in Perugia, andò per mezzo d'alcuni amici a umiliarsi e inginocchiarsi a' piedi di Sua Santità scusandosi e chiedendo perdonanza; dandosi a credere con tale umiliazione, non solo di riconciliarsi co'suoi frati, de'quali per tal cagione era in disdetta, ma ancora placare Clemente: ma egli nel tornarsene mori per viaggio. Il Bogia del Bene si parti anch'egli vestito da contadino, e nondimeno riconosciuto fuori della porta da certi villani, ebbe la caccia dietro; ma rifuggitosi a San Donato, il conte Lodrone non solo cortesemente il ricettò, ma lo fece sicuramente accom-


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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