Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      33-2 storia fiorentina. [1530]cinque bande di Tedeschi veterani, i quali arrivavano, dicono alcuni, a tremila, ma non erano più di mille, e altrettanti Spagnuoli ; benché degli Spagnuoli ne rimandò la notte (forsè vergognandosi d'andar con tanta gente contra si poca) la maggior parte; e de'colonnelli italiani, il signor Giovambatista Savello, Piermaria conte di San Secondo, il signor Marzio Colonna, monsignore Ascalino, e di più Pompeo Farina con trecento archibusieri : ed egli, lasciato don Ferrante in suo luogo, e avvisato il conte di Lodrone che stesse avvertito più per mostrare in apparenza di dubitare, che perchè in effetto dubitasse di que' di dentro, parti dal campo la sera del primo d'agosto, menando seco tutti icavalli leggieri e tutti gli Stra-diotti senza mancarne pur uno, i primi capi de'quali erano, Teodoro Bicchierini e Zucchero o Cuccherò Albanese, Francesco da Prato, Rossale e Antonio da Herrera spagnuoli; e guazzato Arno, cavalcando tutta notte, si condussono la mattina ai Lagoni, villaggio tra Pistoia e Gavinana, dove si riposò e mangiò in quel tempo appunto che il Ferruccio si riposava e mangiava ancora egli in San Marcello. Ma inteso da più spie dove si ritrovava il nimico, e come voleva entrare in Gavinana, mandò rattamente innanzi gli Stradiotti e i cavalli leggieri, tramettendo tra essi per loro difesa i trecento archibusieri del Farina, con ordine che lasciati guardati i passi, rag-giugnessero la fanteria, e si sforzassero d'entrare nella terra prima di lui, ed egli colla gente d'arme gli seguirebbe.
      CXIX. Il Ferruccio, il quale suspicava bene che dovessero venire genti nemiche a rincontrarlo per proibirgli '1 passare, ma non già nè tante, nè il principe medesimo, nè si tosto, nè cosi da lontano, per non lasciare l'esercito di sopra a Firenze a discrezione e quasi in preda di quei di dentro, tosto che senti le campane di Gavinana sonare con gran furia a martello, s'avvisò quello che era, che i nimici fussero presenti; nò perciò punto smarrito o sbigottito, anzi mostrando col viso quella speranza ch'egli non -aveva forse nel cuore, misse spacciatamente tutte le genti in ordinanza quanto potette il meglio, dividendole in duo battaglie; l'antiguardia eh' erano quattordici bandiere, guidava egli coperto tutto d'arme sopra un cavai bianco colla spada ignuda in mano; eG00gle


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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