Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      334 storia fiorentina. , [1530Jbattere, e qual miglior partito parerla di doversi pigliare, venendo a tal atto; e alle nostre proposte uniformi ( come in scriptis appare) risolvettero solamente manifesto pericolo e acerba perdila che del combattere seguirebbe; sicché questo conosciuto pericolo nei capitani, parimente tra le fanterie s'ha da conoscere; che con qual animo potessono uscire al detto combattere, e qual effetto seguitare ne potesse, a qualsivoglia uomo di guerra ne lasceremo il giudicio. Se dunque noi questa giudicavamo, venendo a tal effetto, la certa ruina di questa città, ora la teniamo più che certissima per gV intesi animi di detti capitani. Ma non volendo vostre Signorie alle manifeste e si evidenti ragioni prestar fede, anzi perseverare di continuo in tal volontà di combattere, come questa mattina e del presente da duoi de' signori Dieci n' avete fatto intendere, a' quali medesimamente avemo il nostro ultimo voler detto; di nuovo a nostra maggior soddisfazione per la presente avemo deliberato di dirlo, acciocché per ogni tempo mostrar si possa gli nostri animi e opere quali siano, ovvero in beneficio e salute di questa città e onore di vostre Signorie, o pure per il nostro particolare interesse, mancando al proprio onore; che soddisfatto a Dio e poi a quello, segua quello che piace a sua bontà. Li quali animi e voleri nostri sono, che qual volta, considerato ne' termini che ora ci troviamo, chiaramente inr tenderemo e toccheremo con mano che vostre Signorie trovino mezzo d'accordo, per lo quale ne segua la salvazione di questa città, e che al vostro onore medesimamente soddisfaccia, che detto accordo si debba fare, lodando più tosto il ragionevole accordo, che la certa e manifesta rovina d'essa città : rendendosi certi, quando in altra oppinione e parere noi fussimo, appresso Dio ne resteremmo in obbligo eterno , ed in eterna infamia a tutto 'l mondo; avvertendo però vostre Signorie, che qual volta a noi parerà, noi volemo mandare uno o due de' nostri uomini al signor principe d' Oranges per intendere qual sia l'animo suo in detto accordo, e qual sia la sua mente, la quale viene a noi riferita a un modo, e a vostre Signorie a un altro. Per toccare dunque la verità, e a nostra soddisfazione, ci movemo a voler mandare detti nostri uomini, e non per voler levare il maneggio di mano a vostre Signorie, il


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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