Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      298 . storia fiorentina. [1530]nome de' Volterrani a pregare i Sanesi, che volessero dar loro quell'artiglieria ch'eglino gli avevano promessa; i quali di nuovo dissero che la volevano prestar loro a ogni modo, ma per allora non potevano, perciocché in que' giorni era venuto nel lor contado Fabbrizio Maramaldo con circa quattromila soldati per andare in campo, ed erasi fermo colle sue genti presso a Siena, laddove faceva danno assai; perchè insino a tanto che egli non si partiva del loro paese, non potevano dare altrimenti l'artiglieria a'Volterrani. Dall'altra parte, Bartolo Tedaldi desiderando di ripigliar Volterra, mandò a Pisa a chiedere cinquecento fanti, poiché da Empoli dove egli aveva ancora mandato a chiedere aiuto, non era stato soccorso. Fugli risposto da Pisa, che se egli non mandava almeno trecento fiorini per poter soldare le fanterie eh' egli chiedeva, non era possibile mandargliele altrimente: e tornando quegli che portava questa risposta da Pisa per la via di Vada, fu preso da'Volterrani. Mandò ancora il commessario Tedaldi lettere agli uomini delle Pomarance a confortargli che volessero tornare alla devozione della Signoria di Firenze, dalla quale sarebbe riconosciuta la buona mente loro verso la città di Firenze; conciossiacosaché quella Signoria sapesse molto bene che quello eh' eglino avevano fatto, era stato fatto da loro per forza. Gli uomini delle Pomarance ritennero coloro che avevano portato dette lettere, i quali erano duoi, ed insieme colle lettere di sopra dette gli dettero nelle mani d'Agostino Martelli, il quale v'era stato mandato per commessario da Taddeo Guiducci, quando quel castello s'era accordato seco e venuto alla devozione del papa ; il quale mandò i due uomini di sopra detti, insieme colla copia delle lettere eh' egli aveva avute dagli uomini delle Pomarance, a Taddeo Guiducci commessario di Volterra, il quale, poiché gli ebbe disaminati diligentemente, gli fece tutti due impiccar per la gola, e le lettere mandò in campo a Bartolommeo Valori, il quale essendo di que' di tornato da Bologna in campo, e desiderando d'assicurarsi di Volterra, pigliando la fortezza, mandò Luigi de' Medici a Genova a richiedere a' Genovesi per parte del papa artiglieria per battere la cittadella di Volterra; la quale gli fu subitamente da loro conceduta e fatta


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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