Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      . storia fiorentina.
      [1530]Gualterotto, scrivendogli, che se a lui bastava l'animo di persuadere i mercatanti e gli altri Fiorentini di Vinegia a provvederlo di mille o almeno di secento ducati, a sè dava il cuore di fare in quel tempo un rilevantissimo servizio a beneficio della patria comune, e per assicurargli avrebbe loro, oltra la città, obbligato tutti i suoi beni, e di più quegli di Giorgio Ugolini giovane amorevole della patria e di buone fa-cultà, il quale si trovava con esso lui in Castrocaro. Il Gual-terotto, avendo sotto diversi colori tentato quand'uno e quan-d'un altro, gli rimandò Piero indietro, e rispose, cbe bisognava avere il mandato valido e autentico a potere obbligare la città ; perchè il commessario, il quale nel vero si ritrovava a strettissimo partito, dopo alquanti giorni gli mandò a posta Giovanni de'Rossi con una sua lettera e una de'signori Dieci, e un' altra ne mandò messer Galeotto Giugni in nome suo e della Comunità, le quali tutte pregavano caldissimamente e con incredibile sommessione, che fussino contenti di sovvenire, coli' esempio de' mercatanti di Lione, d'Inghilterra e di Fiandra, in qualche parte la patria loro, la quale in tante e tali calamità, quali e quante essi sapevano, si ritrovava, e massimamente essendo essi fatti cauti e sicuri sì dal pubblico e sì dal privato, obbligandosi tutti insieme e ciascuno di per sè, che non perderebbono. Messer Bartolommeo avendo cotali lettere e cosi fatta commessione ricevuto, ragunò un giorno in casa sua tutti i Fiorentini d'alcuna qualità che si trovavano allora in Vinegia, i capi de'quali furono: Matteo Strozzi, Luigi Gherardi, Lodovico de'Nobili, Filippo del Bene, Giovanni Borgherini e Tommaso di Giunta, e lette loro tutte tre le lettere, e ricordando loro la necessità e la carità della patria, gli pregò strettissimamente, che essendo essi tanti e tali e la sovvenzione cosi piccola, non dovessono mancare di quello di che con tante preghiere e cauzioni, erano da' loro signori in benefizio, anzi a salute della loro patria ricercati. Io mi vergogno a scrivere , che dopo un lungo ragionamento, avendo Matteo Strozzi detto, che se tutti gli altri s'accordassono di pagare la rata loro, esso non mancherebbe di sborsare la porzione sua, non si conchiuse cosa nessuna, perchè ciascuno degli altri, pigliato animo da quelle


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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