Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      quale s'era J>ene maravigliato molto, ma non già punto smarrito, ebbe tempo a mettere insieme uno squadrone di più di dumila fanti, e fermarlo in ordinanza colle picche abbassate, comandando che non si movessero di luogo, e attendessero a difendersi (dove si potette conoscere quanto vale nella milizia l'ordine e l'esercitazione); il quale squadrone il signore Stefano, avendo mandati più messi a sollecitar Pasquino, che venisse tostamente, affrontò con incomparabile ardire, e avendo dintorno tanti e tanto sperti e valorosi condottieri,, faceva l'uficio più tosto del soldato menando le mani, che del capitano operando la lingua ; e Ivo Biliotti, abbassando la testa, secondo il costume suo, e dicendo a' suoi soldati, su, valenti uomini, mescolianci, faceva quello ch'egli era usato di fare. Il somigliante facevano tutti gli altri capitani con audacia inestimabile, nò i giovani fiorentini, quasi gareggiassono co'soldati vecchi, si mostravano o meno arditi, o meno solleciti di loro. Una parte de'nostri, mentre ferocemente si combatteva, non avendo potuto sforzare la porta principale d$l munistero, dato una giravolta, entrarono per l'orto, e cosi al barlume n' uccisero assai, non guardando nè a sesso nè a età, perchè in una camera sola, credendole per avventura uomini, tagliarono a pezzi dodici donne. Il Colonna non veggendo comparire il soccorso, s'avvisò troppo bene quello che era; ma non per tanto, spiguen-dosi innanzi con tutti que' capitani e co' loro soldati, affrontò di nuovo la battaglia de' Lanzi con tanto valore, che i nimici stessi, i quali si difendevano gagliardissimamente, ebbero poi gran tempo che dirne. Rilevò il signore Stefano, mentre primo di tutti brigava di rompere l'ordinanza nemica, due ferite a un tempo, benché non molto gravi: una di picca nella bocca, la quale gli cavò più denti, e l'altra d'una punta d' alabarda per me' la verga.
      Già si faceva giorno, quando Malatesta, sentito la tromba, e veduto venire la cavalleria de' nemici per guazzare il fiume e soccorrere i Lanzi, in cambio d'opporsi loro e proibire che non passassono, fece richiamare Margutte Perugino, il quale aveva mandato con cencinquanta archibusieri al Ponte alle Mosse, e dare il segno che Pasquino e l'altra gente si riti-


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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