Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

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      128 STORIA FIORENTINA. ' [1529]bellissima di bassa mano, ma non già di basso cuore, mentre tencionavano tra loro chi dovesse essere il primo a do vertasi
      amorosamente godere, ella di ciò contentissima mostrandosi, gli pregò, che volessero indugiare a risolver cotal quistione la sera nell' alloggiamento; e andandosene con esso loro con lieto viso, quando fu sopra mezzo il ponte dell' Ancisa, si gittò a un tratto a capo di sotto in Arno, e quante volte l'acqua la rispingeva in su a galla, tante ella mettendosi la mano al capo s'attuffava giù nel fondo; e cosi, innanzichè fussero a tempo a riaverla, affogò; degna certo di tanto lunga e felice vita, quanto ella e misera e corta l'ebbe. Cosi passò il caso, secondochò allora sparse la fama, il costume della quale è accrescere sempre, cosi nel male quanto,1 nel bene, tutto quello eh' ella o vero o falso rapporta. Ma perchè chi scrive le Storie non deve starsene semplicemente al detto del volgo, ma andare senza risparmio di fatica o di tempo investigando la verità delle cose, e quella senza crescerla o menomarla raccontare, io so per certo, che costei non era fanciulla, ma donna d'un vel circa a quarant'anni, benché formosa e fresca molto; so che non era vergine, ma maritata, chiamavasi per nome Lucrezia de' Mazzanti da Pighine ; il suo marito aveva nome Iacopo, chi dice de' Palmieri da Firenze, e chi del Civanza da Fighine. Costei fu presa sopra l'alpe di Cascia; e in quel medesimo giorno era stato fatto prigione il suo marito, non sappiendo l'uno dell' altro. Quegli che prese il marito, lo menò nel castello, o piuttosto villaggio dell' Ancisa ; quegli che fece prigione lei, il quale si chiamava il capitan Giovambatista da Recanati, la condusse nel borgo pur dell'Ancisa in sull'Arno, e la teneva ben guardata; ma avendole detto che egli voleva per ogni modo eh' ella quella notte si giacesse con esso lui, ella di ciò contenta mostrandosi, gli chiese di grazia, che la lasciasse andare al fiume a lavar certi suoi panni; ed egli, pensando ad ogn' altra cosa che a quello che avvenne, le diede licenza, mandando però con esso lei un suo ragazzino per guardia. Costei giunta
      * Così negli stampati e ne' MSS. da me veduti. Contuttociò io son fermo nel credere che i copisti, e non il Varchi, scrivessero a questo modo, erroneo così in grammatica come in logica.


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Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

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