Storia fiorentina (volume 9) di Benedetto Varchi

Pagina (93/465)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      92 storia fiorentina. ' [1529]dosso, e quelle da offendere in mano, e ciascuno de' suoi cavalli era amorevolmente preso per la briglia e menato, secondo l'ordine tra loro posto, da uno degli Spuletini, il quale aveva seco tre compagni, ad alloggiare in casa sua, senza però mai cavarsi alcuno di quei quattro l'armi di dosso; onde al principe, parendogli d'esser non come signore onorato, ma guardato come prigione, seppe mill' anni di partirsi, e la mattina innanzi la levata del sole si mise in cammino. Fecesi la massa tra Fuligno e Spelle ne'confini di Perugia; i Tedeschi non arrivavano a tremilacinquecento, e tutti erano di quelli, i quali condotti in Italia da Giorgio Franspergh, erano alla peste di Roma e alla fame di Napoli avanzati, e per conseguenza veterani e valentissimi. Tutto l'esercito (non contando trecento uomini d' arme, nè ottocento cavalli leggieri, de' qua' cavalli leggieri era generale il signor don Ferrante Gonzaga, fratello del marchese di Mantova, giovane d'altissimo coraggio e non punto degenerante da' suoi maggiori ) facevano chi dice quindici, chi venticinque e chi trentasei1 mila pedoni d'una bella e buona gente. La diversità cosi grande del numero nacque perchè la massa non si fece tutta a un tratto in un tempo medesimo, ma secondochè di mano in mano arrivavano i colonnelli colle genti loro, iquali furono questi: il signor Pier Luigi Farnese, che fu il primo a comparire; il signor Giovambatista Savello; il signor Cammillo, il signor Marzio ed il signore Sciarra Colonnesi ; il signor Pirro da Sti-picciano, ovvero da Castel di Piero, chiamato il signor Pirro Colonna; il conte Pier Maria da san Secondo della nobilissima famiglia de' Rossi di Parma; il signore Alessandro Vitelli che menò tremila bonissimi fanti ; il signor Braccio ed il signore Sforza Baglioni parenti, ma nimicissimi di Malatesta; e '1 colonnello di Cesare da Napoli. Il signore Alfonso marchese del Guasto, uomo da tutte le parti compito, era rimaso addietro cogli Spagnuoli condotti da lui di Puglia, i quali egli mai concedere non volle, se prima a lui non fu il dovere insieme con loro venire conceduto. Non voleva il principe menarne seco più di duemila, ma essi risposero che volevano andare tutti o non nessuno, nè perciò trapassarono cinque-
      1 Qualche codice trenta.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia fiorentina (volume 9)
di Benedetto Varchi
Felice Le Monnier Firenze
1858 pagine 464

   

Pagina (93/465)






Spuletini Fuligno Spelle Perugia Tedeschi Italia Giorgio Franspergh Roma Napoli Ferrante Gonzaga Mantova Pier Luigi Farnese Giovambatista Savello Cammillo Marzio Sciarra Colonnesi Pirro Sti-picciano Castel Piero Pirro Colonna Pier Maria Rossi Parma Alessandro Vitelli Braccio Sforza Baglioni Malatesta Cesare Napoli Alfonso Guasto Spagnuoli Puglia