Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

Pagina (409/476)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      libro quindicesimo 400
      sa vano, mediante ser Francesco fratello di ser Mariotto ed altri della parte, entrare in Ànghiari, intendendo che si guardava., pensarono ad altro ; e tanto più che tutti quelli i quali erano stati scacciati dal Borgo, cosi fanti come cavalli, s'erano ritirati quivi, ed il signor Federigo medesimamente; perchè come fu giunto al ponte del Borgo, cominciò a suonar la campana a martello; ed il popolo correndo qlle mura gridava che non volevan soldati forestieri ; onde il signor Otto per minor male, gli fece intendere che si ricoverasse ad Ànghiari. Questo movimento fu cagione che poco appresso s'affrontarono una notte le due parti Mazzoni e Guglielmini con tanta rabbia, che fu uno stupore. Palla parte contraria a' Guglielmini fu morto messer Ippolito Mazzoni, e cinque feriti ; e dalla contraria a' Mazzoni fu morto Paolo di Piero di Guglielmo , e ferito prete Andrea.
      Messer Piero/avuta la lettera e la staffetta, si risolvè subito di voler tornare a dietro e tentar di nuovo la fortuna, ma non avendo nè egli, nè alcuno che quivi fosse, un quattrin solo, si raccomandò all' oste , che aveva nome Orlando, e gli promesse, vendendo la pelle dell' orso, come si dice, il maestrato delle poste, tosto che egli ritornato fosse in Firenze: ed ebbe in prestanza da lui, che gli andò ed accattare da più bottegai nel castello, trenta scudi ; e detto a gli altri ^ chela notte medesima lo seguitassero, ed a Benedetto Varchi, che quando potesse (perchè non si sentiva bene, e '1 male suo non era altro se non che gli erano venute a noia le guerre ) s' avviasse a Perugia in casa del capitano Ascanio della Cornia, e quivi l'aspettasse, o se n' andasse ad aspettarlo a Roma, montato di mezza notte sulle poste avute dal ipedesimo Orlando a credenza, con Ceccone solo andò via. Conobbero il Varchi e gli altri d'essere staji lasciati quivi quasi come per pegno de' dauari accattati x ma Orlando usò altrui di quelle cortesie, le quali a lui dagli altri usate non furouo ; perchè dopo due mesi, avendo in quel mezzo scritto più lettere , ebbe a mandare il figliuolo a Roma , il quale vi stette sull'osteria più giorni, e gli bisognò, se volle riavere i suoi danari prestati, usar più volte diversi mezzi ; perchè sebbene messer Piero commetteva a Simone Guiducci, il quale era cassiere del banco , che lo pagasse, Simone o non voleva dargliele, o non poteva ; conciosiacosachè Filippo avea rinnovato la commissione, che a Lunghezza non si raccettassino soldati, ed in Roma non si pagassino danari ad alcuno de' figliuoli senza la polizza di sua mano.
      Ma ,tornando alle cose del Borgo e d'Ànghiari, messer Piero avendo inteso per la strada come fussè ita la bisogna, si ritornò indietro , e riscontralo un servidore di Lorenzo suo cognato, il quale P an-Varchi. Voi II. 3ov^ooQle


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

Pagina (409/476)






Francesco Mariotto Borgo Federigo Borgo Otto Mazzoni Guglielmini Guglielmini Ippolito Mazzoni Mazzoni Paolo Piero Guglielmo Andrea Piero Orlando Firenze Benedetto Varchi Perugia Ascanio Cornia Roma Orlando Ceccone Varchi Orlando Roma Piero Simone Guiducci Simone Filippo Lunghezza Roma Borgo Piero Lorenzo Qle Francesco Palla Varchi