Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

Pagina (389/476)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      LIBRO QUtlfDICRSiaO 387
      menato al bargello, si volse a Benedetto Varchi, il quale era con esso lui, e gli disse: Anco Z' altra volta mi fu,pronosticato ; io voglio an-darmi con Dio ; il Varchi eh' era suo amicissimo gli rispose elio gli terrebbe compagnia, e andatisene la sera medesima fuor della porta a San Niccolò in villa di Francesco Nasi, la mattina per tempissimo se n' andarono per la medesima via de1 cardinali e de' fuorusciti a Bologna : dove di Francia era arrivato il priòr de' Salviati, e Piero Strozzi vi s'aspettava di giorno in giorno del Piemonte, dove, capo di colonnello, s'aveva in molte fazioni, e spezialmente nella presa di Ragonigi, acquistato nome piuttosto di valente e coraggioso soldato , che di prudente e considerato capitano.
      Non mi pare di pretermettere, come fu da molti avvertito e notato , clie non pure in quei giorni, quando fu ammazzato il duca, ma eziandio in tutta quella vernala andarono tempi bellissimi, di maniera che i prati fiorirono come quasi di primavera; il chexliede occasione di dire a'fao-rusciti, che ciò avveniva per la molta festa che faceva il cielo e la terra della morte d'Alessandro , ed agli altri, questi esser felicissimi segni ed augurii che ne dava la terra e 'l cielo per la creazione del signor Cosimo: il quale, partitisi, anzi fuggitisi i fuorusciti, e fatto , come diceva il volgo, un sacco di gatte, attendeva a riordinar la città e tutto 'I dominio , e fare ( perchè non veggendo i cittadini fermi, e avendo fuora tanti nemici, dubitava di quello che poteva avvenire, ed avvenne) tutti quelli apparecchi e provvedimenti che poteva e sapeva maggiori.
      A' tredici di marzo si celebrarono in San Lorenzo alla presenza del signor Cosimo l'esequie al duca Alessandro con magnificentissima pompa e solennità. 11 cadavero fu tratto del deposito, e messo nella sagrestia nuova nel cassone di marmo fatto da Michelagnolo , nel quale son l'ossa del duca Lorenzo suo padre. L'orazione fece latinamente messer Lelio Torelli da Fano , uno de' giudici di ruota, la qual si trova stampata. Aveva quest'uomo in quel tempo grandissimo nome d'esser non solamente buon dottore, ma giusto; le quali duo cose sogliono rarissime volte accozzarsi insieme: di costui mi converrà nel processo della storia favellare diversamente più volle, conciosiacosachè egli per molte e diverse qualità sue, fu da molt' anni ed è ancora primo auditore e maggior segretario del duca Cosimo.
      Alla fine del mese tornarono il vescovo di Furlì e messer Cherubino dall' imperadore con resoluzione che sua maestà manderebbe prestamente il conte di Sifontes, il quale era in Roma suo oratore, a Firenze , che dichiarerebbe la mente sua*, ed in compagnia loro se ne venne Giovan Bandini, il quale essendo un cervello cosi fatlo, v'era slato mandato dal duca piuttosto per levarlo di Firenze, clic per tenerlo appresso Cesare.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

Pagina (389/476)






LIBRO QUtlfDICRSiaO Benedetto Varchi Anco Z Dio Varchi San Niccol Francesco Nasi Bologna Francia Salviati Piero Strozzi Piemonte Ragonigi Alessandro Cosimo San Lorenzo Cosimo Alessandro Michelagnolo Lorenzo Lelio Torelli Fano Cosimo Furl Cherubino Sifontes Roma Firenze Giovan Bandini Firenze Cesare