Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      380 STORIA FIORENTINAcendo noi guerra colle private borse, non è a proposito : non avendo ordine loro , faremo quello che dal signore Ieronimo sarà deliberalo t chè io non m'intendo di guerra. Brulo vi sarà in persona , e F Aldobrandino. Ed io, visto lor desiderio per V ultima loro de'quindici di Monte Rosi avuta menlrechè scrivo, emmi parso di spedire il presente in poste, affinechè vostre signorie sappiano ove mi trovo, e con che forze sarò, e ne dispongano, ch'io sono un loro strumento. Ricordo loro che lale'spesa è tutta sopra la borsa mia, e però che non si perda tempo.
      10 ho più fede negli unguenti dolci che negli forti, e mi par che il signor Alessandro sia il verbo principale di tutto, però quivi userei tutte le diligenze, come è detto.
      » Messer Lorenzo Salviati mi ha mostro oggi una di suasarella, ove lo conforta a ire a Firenze* persuasilo a non ne mancare, parendomi che volendo voi il bene della città, del signor Cosimo e del signor Alessandro , sendo uniti possiamo far qualche frutto ; cosi parte questo giorno per tal volta.
      » Io non ho dato danari prima che oggi, perchè io non aveva fermo
      11 capo, e, quello che più importava, ii loco dove far la massa; non poteva spedir li capitani , ed il conle Ieroniriio era assente, nè prima mi ha risoluto che ieri. 11 capitano Niccolaio Bracciolini è comparso, e se gli son dali fanti quattrocento. Il governator di qui fa qualche difficoltà di lasciar uscir gente di Bologna e di Romagna, senza le quali non potremo far niente ; è stalo conlento spacciare a mie spese a Roma, per intendere la voglia di Nostro Signore , ed io ho indiritto le lettere a Benvenuto, commettendogli che procuri per via di Macone, che non sonando tamburi, nè facendo dimostrazione , non siamo impediti : confido Nostro Signore non ci mancherà in cosa tanto ordinaria. Sarò in loco comodo all' avvisarvi : fate, non possendo far bene in tulio , in parte , ed io ratificherò quanto faranno, al buio ».
      Erano di già i tre cardinali arrivati con tutta la lor comitiva a Monte Rosi, donde avevano scritto a Filippo, quando , prima da messer Alessandro Strozzi nel passare , e poi da Alessandro del Caccia a posta , intesero V elezione fatta da' quarantotto nella persona del signor Cosimo, la quale maravigliosamente gli alterò ; onde lodando Palla solo , biasimavano e riprendevano tulio il resto de1 cittadini, i quali con tanta fretta avevano, senza aspettar loro, deliberato, della patria comune; e comechè Salviati facesse più rotnore e maggióre schiamazzo di lutti, non rifinando di riprendere e biasimare il nipote e la sorella , nientedimeno egli, per quanto s' intese poi , pensò nel suo cuore ohe questa fòs-*e quell'occasione, la quale, sebbene, alla fine operò tutto 'I contra-rio, potesse un di condurlo al papato, primo ed ultimo fine di tuttiv^ooQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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