Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      326 STORIA FIORENTI!*.*
      lo , nel quale fu loro promesso che a ciascuno cittadino fosse lecito par-tirsi dalla città a suo piacere e• abitare là dove, più gli piaceva, eziandio nelle terre della Chiesa, conciosiaoosaehò fatto l'accordo, fu subitamente proibito a ognuno sotto gravissime pene l'uscir-di Firenze, e dopo non molto tempo 1' abitare in Yinegia, in Napoli', in Roma e Ancona , e in tutte l'altre terre della Chiesa.
      « A queste accuse, qualunque si siano, noi rispondiamo primieramente , ch'elle non appartengono in modo alcuno all'eccellenza del duca , perciocché quando tutte le cose di sopra dette furono fatte, egli era in Fiandra; di poi diciamo ch'egli è vero che nè'capitoli dell'accordo predetto, si promisse perdonar tutte l'ingiurie e oltraggi ch'erano stati fatti a sua santità, e agli amici e servidori suoi, i quali e di fatt e di parole erano infiniti e grandissimi ; e questo fu molte bene osservato loro, perciocché a ninno d'essi fu riveduto conio di quel ch'egli avesse detto o fatto, in pubblico o in privato, contro a papa Clemente, o contra gli amici e servidori suoi; ma non si comprendon già sotto qne-sto nome d'ingiurie e oltraggi le cose sconce e gli abominevoli errori, i quali coloro che furono gastigati nelle maniere che costor dicono, e specialmente quegli a cui fu tagliata la testa, avevano fatti con tra alla patria loro; de1 quali uno fu che per nutrire il popolo di vane speranze , ei fccer dire a certi sacerdoti, eli' erano profeti , e che per parte di Dio dovevano confortare il popolo fiorentino a non fare in maniera alcun» accordo con sua santità né coli' imperadore, perciocché Dio darebbe lor la vittoria miracolosamente; l'altro fu ch'eglino spogliarono i monasteri, e tutti gli altri luoghi pii e pubblici de' lóro beni, e degli argenti e ori sacri dedicati al culto divino , e venderongli all' incanto; il terzo fu che tolsero^er forza "i danari delle povere vedove, de1 poveri pupilli, e di tutti gli altri, i quali avevangli dipositati in su'luoghi pubblici o sacri, e gli convertirono nell'uso della guerra. Rovinarortóoltracciò senza cagione alcuna molti luoghi pii, ed altri bellissimi abituri pubblici e privati dentro e fuori deMa città : constrinsero anche con ogni violenza a tacere, minacciando infino d' uccidergli , quei cittadini che in pubblico Consiglio avevan (Confortato il- popolo a fare accordo con papa Clemente e eoll'impéradore, e per condurre la cittadinanza a un'ultima disperazione di ritrovar giammai perdono alcuno da sua santità, ammessero una brigata di giovani ad abbruciare un palagio della casa de'Medici, ed uno d'Iacopo Salviati, i quali erano poco fuori della città, bellissimi. Nascosero le lettere che venivano dagli ambasciadori della signoria i quali erano ia Francia ed in altre parti della Cristianità, ed in luogo di quelle pubblicarono lettere false a lor proposito piene di vane promesse di soccor-
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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