Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      318 sfohiA ? ioFirenze; si ristrinsero lutti insieme col commessa rio apostolico , con don Ferrante Gonzaga e con monsignore Balanson agente della cesarea maestà , e con consentimento concorde deliberarono che pe* mezzo del parlamento si ripigliasse 1' antica forma della repubblica , per provvedere i danari i quali faceva di bisogno per dare all'esercito imperiale, acciocché egli si par' tisse da Firenze, e all' altre necessità della città^ le quali veramente erano grandissime e non davan tempo alcuno-, e per potere aspettare anche sicuramente e ubbidire a quella dichiarazione del governo che do-vea essere in Firenze per 1' avvenire, la quale l'imperadore avea promesso per li agenti suoi di mandare fra quattro mesi allora prossimi avvenire.
      « Ma quando quest' ultimo parlamento fosse stato forzato, e non legit-timo , e per conseguenza di niun valore , il che tutto si niega , non si debbe perciò inferire da questo, che il governo il quale è ah presente in Firenze non sia giusto, buono e secondo le leggi, perciocché egli non depende in maniera alcuna dal parlamento di sopra detto , ma è fondalo tutto in sulla deliberazione che sua maestà cesarea maadò a Firenze pel Mussettola, di che s' è detto di sopra, per la quale avendo Cesare ordinato in Firenze un viver libero , fu poi in poter suo ordinar lo stato presente , e mutar quella forma del governo che l'imperadore gli avea data, inf un' altra , siccome più gli piacque.
      t Ma perchè essi dieono falsamente, clic le promesse le quali sua mae- -stà cesarea fece alla città nell' accordo dell'anno 1530, del quale s'è detto di sopra più volte , sono del tutto contrarie alle convenzioni eh' ella fece con papa Clemente in Barzallona P anno 1 528, e che avendo ratificato il papa a i capitoli dell' accordo che si fece tra lui e la citlà di Firenze Panno 1530, egli venne ad aver rinunziato a tutto quello che 1' imperadore gli avesse promesso nefP accordo di Barzallona; perchè sua maestà è divenuta del lutto libera dell'osservanza di quel eh' ella avea promesso allora al pontefice, e massimamente eh' ella fu in quel tempo (siccome essi dicono) male informata, anzi ingannata da' ministri e agenti di papa Clemente , onde ella può giustamente cacciare di Firenze il duca Alessandro, e non gli dar per donna madama Margherita sua figliuola, siccome pare che sua maestà sia obbligata di fare pe' capitoli di quel!' accordo; noi dalPa'.tra parte diciamo primieramen-
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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