Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

Pagina (317/476)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      LIBRO QUATTORDICESIMO 51 7
      veduto in questa maniera alla quiete, sicurtà e riposo di tutta Italia.
      c Diciamo, oltre a di questo , che il governo il quale è al presente in Firenze è giusto , legittimo e libero , perciocché egli è fondato in sul libero volere di tutto '1 popolo fiorentino, il quale nel parlamento di s-o pra detto acconsenti a dare l'autorità a quei dodici cittadini che ordinarono quello stato, dal quale legittimamente ha avuta origine questo eh' è oggi in Firenze. Né si può dire che il parlamento sia modo non consueto o nuovo in quella città di riformare il governo di quella, perciocché egli non è altro che un pubblico consiglio di tutti gli abitatori di Firenze, in sulla pubblica piazza, e si è usalo in quella città più volte da dugent' anni in qua, nel qual tempo si son fatte per questa via molte riforme e mutazioni di stalo, siccome fu 1' anno 1494, quando fu cacciata la casa de'Medici, e per via pur del parlamento ordinatovi il governo popolare, e l'anno 1527 , quando pel caso seguito a Roma furono cacciati medesimamente i Medici, e ordinatovi di nuovo nella medesima maniera il reggimento popolare} e questo ultimo parlamento , che si fece in Firenze P anno 1530, fu fatto colle medesime solennità , ordini e modi, che sono stati fatti per lo passalo lutti gli altri parlamenti, i quali chi volesse dire che non l'ussero stali di valore alcuno, introdurrebbe in Firenze infinite confusioni e disordini, siccome può ciascheduno da sé slesso agevolmente conoscere.
      t Né dimostra che questo ultimo parlamento sia slato violento e forzato l' essere slato allora fedito Pier Girolami , perciocché tulio quel tempo che la campana dura a sonare a parlamento, la città non ha alcuua forma di governo, e P autorità delle leggi e de' maestrali che gli eran prima è tutta risoluta, ed i nuovi maestrali e leggi non sono ancora fatti né pubblicati:, onde ei non si fece inai parlamento alcuno in Firenze, che non seguissero molti casi somiglianti a questo; ma non già fu proibito allora ad alcuno Vandare in piazza al parlamento, o cacciatone alcuno, né a niuno di quelli che vi si trovarono fu fatto dire si , o no, più di quello che a lui piacesse.
      « Né è vero ancora, che la città non potesse allora far parlamento alcuno, essendosi ella (siccome essi dicono) volontariamente del tutto rimessa in Cesare , perchè fatto che fu P accordo co' ministri di sua maestà, i migliori e più orrevoli cittadini fiorentini, veggendo che i capi del popolo, nelle cui mani era ancora il governo della città, erano non men poveri di facoltà che di credito, onde ei non potevano in maniera alcuna provvedere quei danari de'quali faceva di mestieri a far levare l esercito del papa e dell' imperadore dello stato di Firenze \ perchè laLjOOQle


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

Pagina (317/476)






Italia Firenze Firenze Firenze Medici Roma Medici Firenze P Firenze Pier Girolami Firenze Vandare Cesare Firenze OOQle