Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      alla cesarea maestà quelle querele che appartengono alla forma del governo della città di Firenze, ed alle pene le quali sono state meritamente imposte a i fuorusciti; conciosiacosachè molti di loro stimolassero papa Clemente, il quale era senza animosità alcuna, e di piacevole animo, a muover primieramente, e di poi a mantener la guerra di Firenze tutto quel tempo ch'ella durò, e fossero ancora de'primi e prò volonterosi a ordinare il presente governo, e gastigare i fuorusciti, e perciò potrebbono cosi bene quanto alcun altro render ragione di tutto quello che si è fatto. Ma se le querele che si son poste al duca Alessandro dinanzi alla cesarea maestà sono state messe solamente da i ribegli di S. E., non sappiamo come sia convenevol cosa 1' udirgli, non potendo eglino più esser conosciuti per cittadini di quella patria, della quale per la cattività loro ei sono stati giustamente privati, e secondo le leggi puniti, e massimamente, che tra loro sono molti, i quali sono fuorusciti, non per alcun caso di stato, ma per omicidii, ladronecci e altre vilissime cattività; nè ci avvisiamo ancora, che sotto il nome di quegli che sono fuori si contengano i tre cardinali fiorentini, nè il vescovo di Xantes, conciosiacosachè eglino essendo cherici, non hanno, secondo le leggi ed ordini fiorentini, parte alcuna nel governo della città, nè appartiene a lor signorie reverendissime intromettersi in quello, da che essi si sono volontariamente separati } alle quali, sebbene si porta dall'eccellenza del duca, e da tutti gli amici e servidori suoi quella riverenza che richiede la qualità e dignità loro , nondimeno quanto al governo della città non sono riconosciuti da loro come membra di quella, e dicono che a lor signorie non appartiene di dar ordine e regola alcuna alla forma del governo fiorentino. Nondimeno per soddisfare alla cesarea maestà, si risponderà, più brevemente che sarà possibile, alle calunnie efalsissime proposte loro , colle quali ei s' ingegnano a lor potere d'ac-calognare I'eccellenza del duca ed il suo giustissimo governo, massimamente disputandosi in qualche parte dell' onore di sua maestà , conciosiacosachè costoro affermino senza vergogna alcuna, che quella ha fatto contra la coscienza sua quello ch'ella ragionevolmente non doveva mai fare in alcun modo.
      ■ E perchè essi dicono primieramente, che il governo, il quale fu introdotto in Firenze di poi che fu fatto l'accordo dell'anno 1550 non è giusto nè legittimo , perciocché egli non è fondato sopra l'autorità ehe lo imperadore abbia dato mai a quei che l'ordinarono, nè ancora sopra alcuna che il popolo fiorentino abbia conceduto a que'medesimi ; conciosiacosachè il governo di sopra detto sia stato introdotto in quella città , siccome essi dicono, con modi violenti e insolenti ^ e che egli non è libero, siccome debbe «ssere il governo il quale sua maestà è Varcri. Voi. lì. 2%
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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