Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      28CSTORIA FIORENTINA
      sato; ma quello che dette più carico al pontefice, che alcun'altra cosa, furono le parole del signore Buoso Sforza , il quale reggendo che il papa dava tutti i migliori e maggiori benefizi del cardinal de' Medici al cardinal Farnese, disse pubblicamente, che aveva durato fatica e corso pericolo , ma P utile tutto tutto era del cardinal Farnese.
      Quegli, che si credeva che avesse dato il veleno al cardinal de' Medici , fu dopo non molti giorni (ratto di Castel Sant' Agnolo come innocente, e lasciato andare liberamente dove più gli piacque d'andare; il quale se ne tornò subitamente in Firenze, dove stette qualche giorno, e quindi se ne tornò a slare al Borgo a San Sepolcro^, siccome è detto di sopra. I servidori del cardinale avendo con poca pompa sotterrato il corpo del cardinale a Itri , tristi e dolenti a maraviglia se ne ritornarono inverso Roma , e ciascheduno di loro se ne andò là dove la fortuna P andò guidando ; ed in questo medesimo lempo molti de' servidori del cardinale de'Medici, e'fuorusciti fiorentini, i quali, siccome noi dicemmo di sopra , egli aveva avviati a Napoli e a Gaeta per apprestare legni d' ogni sorla per passare in Barberia , furono sostenuti dal viceré di Napoli, perciocché i servidori, i quali erano rimasi a Uri col cardinale quando egli mori, avevano tenuto in carcere , e tormentato, e menato prigione per forza a Roma quel Giovann' Andrea, il quale eglino dicevano che aveva avvelenato il cardinale de' Medici, la qual cosa era contra gli ordini del regno di Napoli ; ma essendo dopo noa molli giorni liberati dalle carceri, e lasciati andare, e ritornandosene verso Roma, la maggior parte de*fuorusciti fiorentini morirono di febbri maligne e pestilenti, e dissesi allora pubblicamente, ch'eglino morirono tutti di quel medesimo veleno , di che era morto il cardinale de' Medici , e che il capitano Pignatta I' aveva portato di Firenze, mandale dal duca Alessandro, per farlo dare a loro e al cardinale ; e tra questi fuorusciti che morirono allora, mori quel Dante da Castiglione , che Psano 1529 avea in steccato vinto e ucciso valorosamente Berlino Aldo-brandi suo avversario.
      Di questo medesimo mese si scoperse in Firenze un trattato che Giovambatista Cibo arcivescovo di Marsilia, e fratello del signor Lorenzo Cibo marchese di Massa , teneva per uccidere il duca Alessandro, il quale usava molto la casa della marchesana (4) moglie del signor Lorenzo predetto, eh' era allora in Firenze senza il suo marito, e alloggiava nel palazzo de' Pazzi, e spesse fiale, quando ei giugneva in quel palagio, si poneva a sedere in sur un forziere, o scrigno ch'egli si tese, il quale era in camera della marchesana, assai vicino al letto,
      il Kktarria Malespioa.
     


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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