Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      270 storia fiorentinadi questo fatto, considerata massimamente ia natura di Giuliano Salviati, e della donna sua, la quale non era tale, che avesse avuto ardire di metter le mani in tanto gran cosa, ma eran piuttosto volti lutti e due •d attendere a tulli i lor piaceri di qualunchc maniera eglino si tossono. Ma dopo non molto tempo si credette per ognuno, e se n' ebbe ancora chiarissime conghicllure, che i parenti suo1 propri I'avevan fatta avvelenare, sospettando che il duca Alessandro, cui eglino avevano per nimico , per far loro onta e dispetto in tulli que' modi eh' egli avesse potuto , non volesse nella persona della Luisa con qualche inganno , a con qualche fraude imporre alcuna macchia all'onestà e alla chiarezza del sangue loro, perciocché questa misera ed infelice giovane era di grand'animo, siccome s' è dello di sopra, e andava , quando era invitata, come anche andavano tutte l'altre gentildonne, a quei convili che si facevano a piacer del duca Alessandro; atto veramente barbaro e crudele, solo per un sospetto vano , e non confermato da indizio alcuno, correr furiosamente a bruttarsi le mani del proprio suo sangue, massimamente che la passata vita di quella povera e sventurata fanciulla era stala sempre tale , da non generare ragionevolmente di sé in alcuna persona una minima sospezione, non che in coloro ehe le erano tanto congiunti di sangue, quanto eran quegli che crudelmente l'uccisero a torto; ma spesse fiate avviene oggidì per la malvagità de'presenti tempi, o piuttosto per quella degli uomini che ci vivono , che P onestà e V innocenza , la quale non ha altro aiuto che sé stessa, cade agevolmente in ultima miseria , laddove ella non è seguitata, se non da una vana e tarda misericordia.
      Le lunghe pratiche che noi dicemmo di sopra che i fuorusciti e gli altri nimici del duca Alessandro continuamente facevano in Roma, furono cagione che deliberarono finalmente, che si facessero sei procura* tori, o deputati che noi gli vogliam chiamare, i quali attendessero alle cose de'fuorusciti, e questi furono: messer Galeotto Giugni, messer Salvestro Aldobrandini, ambedue dottori di leggi, Iacopo Nardi, Pao-lantonio Soderini, Lorenzo Carnesecchi e Luigi Alamanni ; ma perchè Luigi era in Francia, fu fatto da i procuratori, o deputati de'fuorusciti in suo scambio Dante da Castiglione, e dopo non molti giorni in luogo di messer Galeotto Filippo Parenti. Costoro si ragunavano in casa Filippo Strozzi, e quivi deliberavano tra loro quei che pareva loro che fosse a proposilo di fare, e riferivan di poi al cardinale de' Medici i loro pareri, i quali per lo più rapportava Anton fra ncesco degli Albizzi, uomo stimalo assai tra i fuorusciti, ed il cardinale de' Medici di poi si ristringeva con gli altri tre cardinali fiorentini, con Filippo Strozzi, e con qualcun altro de'più principali nimici del duca , per approvare o
     
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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