Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      258 STOBI A FIORENTINAessi si giustificassero appresso di lui di cosa alcuna , perchè gli aveva avuti sempre per gentiluomini e per uomini da bene, e che mai non gli era stato parlalo di loro altrimenti, e che gli sarebbe slato gralissi-mo eh' eglino fossero stati nelle terre sue per onorargli, e per far loro mite quelle cortesie ch'egli avesse potuto fare, si ancora perchè egli e gli amici suoi ne traevano molte comodità ; ma quello che egli aveva fatto, era stato sforzato, perciocché egli era suddito al papa e dell'imperadore, nè poteva negar loro cos' alcuna, delle quali eglino lo ri-chiedessono, e che eglino arebbono voluto da lui ancora più di quello eh' eglino avevano ottenuto , e che gli rincresceva di loro assai , ma che non aveva potnto e non poteva far altro. Replicò il Busino , che aveva saputo molto bene da messer Alessandro Guarino come sua eccellenza aveva fatto molto più di quello eh' eglino meritavano, per non si recare a far loro quello eh' ella aveva fatto, e che Dio fosse quegli che la conservasse sana e felice, e a loro desse pazieoza in tanti loro affanni. E poiché eglino ebbeno fatto questo uOcio col duca, si partirono tulli di Ferrara innanzi '1 tempo eli' era stato loro assegnato dal duca, e la maggior parte di loro se n' andò a Vinegia.
      E perchè per la mutazione de'confini, eh' era stata fatta l'anno 4533, i confinati per lo più avendo avuto i lor confini in luoghi molto sconci e molto più strani che non erano quegli dove egli erano steli confinati la prima volta, molli di loro avendo deliberato di rompere i confini, e conoscendo aver per conseguente a divenire ribelli del duca , cercavano di vendere o impegnare fintamente a qualcuno le loro sustanze , acciocché non andassono in comune; per queslo, per tor loro anche questa comodità e questo aiuto, s' ordinò addì quindici di maggio di quest'anno 4534 di crear* il maestrato degli uficiali de' ribelli , il quale fosse di quattro cittadini, e ciascun de'quali fusse d'età almeno di trentacinque anni, che andasse riveggendo tulli i contratti fatti da i rebelli, e da quelli che fussero per essere dichiarati di nuovo ribegli, e gli giudicassero vani e di nullo valore ; olirà di questo si fece una legge , per la quale si vietò é qualunche era citato dal magistrato degli otto il potere, mentrechè egli era citato, far contralto alcuno de'suoi beni.
      Ed in quest'anno addi 15 di luglio in mercoledì mattina a ore tredici e minuti venticinque si pose la prima pietra della fortezza, eh'è oggi dove anticamente era la porta a Faenza, e gli si trovò a porla il duca Alessandro con tutta la sua corte, e vi si celebrò una messa solenne , e poseai con osservazione d' astrologia, la quale fece maestro Giuliano Buonamici da Prato frale del Carmine, astrologo in quei tempi peritissimo e di gran fama; e fece il disegno di questa muraglia Pier-francesco da Viterbo allora architettore di grandissima riputazione, eooQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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