Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      256 STORIA FIORENTINAsognando ei possano con quell'interesso che allora par ragionevole, prestare ai comune quella quantità di danari di che facesse di mesliero, ed assegnasi loro per rimborsargli qualcuna dell'entrate pubbliche, quand'una e quand'un'altra, secondochè pare al principe. E anticamente si faceva questo maestrato di cinque cittadini, e sedevano un anno, e prestavano in quell'anno al comune dumila fiorini per uno nel modo detto di sopra ; ma ora se ne fanno quando più e quando meno, secondochè la città ha più o meno bisogno di danari, e seggono in quel maestrato lauto tempo, quanto pare al principe, e prestano al comune dalli tre alli cinquemila fiorini per uno : e perchè quando e'se ne fa un buon numero, sarebbe malagevole il raguuargli per fare i partili che occorron fare in quel maestrato , perciò s' è ordinato clic , quantunque siano gli uficiali di monte assai , quattro di loro d'accordo bastano a vincere qualunche parlilo , siccome bastavano anticamente, quando non se ne faceva più che cinque.
      Riformato il monte, come di sopra è detto, si vinse una provvisione addi ventuno di marzo 1332 , che tutte quelle condennagioni in danari che fussero state fatte da1 rettori e maestrali che si mandano al governo delle terre suddite al comune di Firenze, e che s'aspettassono a i capitani di parte guelfa, e fussono state concesse agli uomini di quelle terre e luoghi dove elleno erano state fatte per rifare le mura o altri edifici pubblici di quei luoghi, si dovessono, non si essendo spese per il pubblico, pagarsi (4) al camarlingo de'capitani di sopra detti, per ispen-dergli in quel che paresse ai lo^ maestrato; e perchè spesso avviene che le condennagioni falle in danari non si possono pagare tutte a un tratto, onde e'bisogna spesse fiate compor con coloro che l'hanno a pagare, perciò si deliberò, per questa medesima provvisione, che ogni volta ch'egli s'aveva a compor con qualcuno di questi condennati , la composizione si dovesse fare da i capitani di pane, e non più da gli uomini di quel luogo dove eli'erano fatte, come s'era usato infin.allora; il che si fece, perciocché essendo depositari di quelle condennagioni c,h' erano assegnate a i comuni gli uomini slessi di quella terra , egli le convertivano spesse " fiate in loro uso privato, e non nel pubblico di quel luogo , e le composizioni eh* essi facevano , erano spesse volte con troppo vantaggio de' condennati.
      Fecesi ancora nel medesimo consiglio il giorno di sopra dello un'altra provvisione, per la quale si delle autorità a i capitani di parte guelfa di far grazia di tulle quelle gravezze, di qualunche maniera elle si fossero, le
      (1) Notisi col!' Arbib l'affisso ripetuto. tv^ooQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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