Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      1.1 CRO DODICESIMO 203
      alle rafferme delle approvazioni delle vendite degli ufiziali della torre, dovesse intervenire ancora il magistrato dei dodici procuratori.
      In quest' anno si vinse ai diciannove di dicembre nella bali? una decima e un arbitrio, che gittarono in tutto cinquantamila fiorini d'oro; fu posta da cinque cittadini : Lodovico d'Iacopo Morelli ; Francesco di Daniello Canigiani ; Batista di Francesco Dini; Roberto di Francesco A-lammanneschi e Vincenzio di Batista di Dino. E di febbraio si vinse un'altra decima e un altro arbitrio per Tanno futuro, de'quali si cavò cinquantacinque migliaia di fiorini.
      Infino del mese d'ottobre erano partiti due oratori alla maestà dell'imperadore : Palla Rucellai e Francesco Valori; la cagione del mandargli fu perchè gli riferissino, come la città di Firenze e tutta la cittadinanza della repubblica fiorentina, non le bastando d'aver ringra ziatò per lettere sua maestà, volevano ancora ringraziarla a bocca del grandissimo beneficio conceduto loro da lei nel dare per capo alla repubblica fiorentina cosi segnalata persona ; e con questa occasione en-Irassotto nelle lode del duca Alessandro, e mostrassono quanto si soddis-facevono del suo buon governo , e come I' arebbono sempre , si per gli ottimi portamenti suoi, e sì per cagiona di sua cesarea maestà, in grandissima osservanza e venerazione, e di quivi salassino a biasimare e avvilire lo stato popolare, come quello il quale aveva odiato sempre, e tenuto a sospetto la grandezza ed esaltazione degl' imperadori in Italia , e lodassono ed. esaltassono quello de'Medici, il quale per lo contrario aveva aggradito sempre ed aggrandito tutti gli accrescimenti dell'imperio ; e sebbene essi sapevano che Cesare sapeva ciò non esser vero, e che egli non era uomo da doversegli gettare la polvere negli occhi , nondimeno a loro bastava ( secondo il costume di chi governa gli stati ) trarre in arcata, e cercare eziandio con bugie manifeste di pervenire allo'utente loro. Tre giorni di poi fu fatto dagli otto di pratica per ordine del papa ( senza il quale in Firenze non si faceva cosa nessuna ) oratore a sua santità Benedetto Buondelmontc. Era Benedetto persona inquieta , ma sagace, e tutto della casa de'Medici ; onde il papa avendo nell'animo quello ch'egli aveva delle cose di Firenze, faceva pensiero di volersene , come di persona confidentissima , servire.
      Alla fine di febbraio la tavola dell'Impruneta, la quale s'era riportata a diciotto d' ottobre , si fece venire in Firenze, non perchè non piovesse, come suole il più delle volte , ma perchè piovesse, e la mattina eh' ella entrò, trasse in sul far del giorno un grandissimo tremoto, ed il giorno di poi eh' ella fu partita, ne venne dintorno alle ventitré ore un altro.
      Di questo medesimo mese si vinse per la balia, che non ostante consuetudine o legge alcuna, qualunche magistrato (fuori solamente la si-
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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