Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      STonu Fiorentina
      ste pmelerea, paludamentoque ac laurea donatus est. Rei prò rostris pub lice de more gesta, universo fere spedante populo. Mox equo insi-dens domum contendit, deducentibus qui secum magislratum gesserant, uberrimo que ac lautissimo convivio centum ex primariis apposito, magnani sibi, posterisque suis splendorem adjunxit, Reipubl. ornomen-/um, civitati vero tantum laclitiae, tantum voluptatis ac jucundi-tatis eo speclaculo attulit, ut preteritae calamitatis memoriam non so-fum lenierit, casuumque acerbissimorum recordatione exhauserit, veruni ad spem quamdam futurae eujuspiam felicitatis erexerit.
      Cioè, perchè ciascuno possa meglio intendere il tutto:
      t In questo magistrato , il quale è il supremo della città, messer Simone Tornabuoni, il qual era senator di Roma, uomo ornato di tutte le maniere di virtù e d'antica schiatta, fatto per le sue chiarissime virtù , cosi in pace come in guerra, cavaliere da papa Clemente VII, col consentimento di tutta la repubblica e con gran piacere di tutti fu creato gonfaloniere, ed essendo venuto senatore e cavaliere a Firenze prese maravigliosamente il magistrato. Questi, essendo benevogliente di tutti, come gli era, non solamente diede vari onori a moltissimi cittadini, ma brigò che fussero ancora di pubblici doni e ufici presentati. Finalmente avendo egli con quell'aspettazione fornito I' ufizio, la quale egli aveva dalla sua virtù appresso la maggior parte degli uomini concitato , per lo essersi egli portato ottimamente nel governare la repubblica, e per li beneficii suoi fatti verso ciascuno, acciò si conoscesse che quella dignità era stata bene in lui impiegala dal papa , gli furono date tutte l'insegne di quella cavalleria, (a spada, lo stendardo, la vesta di oroccato e la corona dell' alloro. Questa pompa si fece, come s' usa , . pubblicamente nella ringhiera, essendovi quasi tutto il popolo di Firenze a vedere. Dipoi montato a cavallo se n'andò a casa, accompagnandolo tulli coloro i quali erano slati suoi colleghi, e avendo fatto un abbondantissimo e splendidissimo convito a cento de' primi della città, accrebbe a sè e a tutti i suoi descendenti splendore non piccolo, grande ornamento alla repubblica, e alla città arrecò mediante quello spettacolo lant'allegrezza , così fatto piacere e giocondità , ch'ella non solo mitigò la memoria delle preterite calamità , e si sdimenticò di tutti gli acerbissimi casi eh' ella sofferti aveva, ma ancora s'innalzò a una certa speranza di dover esser felice per 1' avvenire ».
      Io non credo che alcuno, il quale abbia pure un poco cognizione della verità, e nolle siu del tutto nimico, possa leggere queste cose o senza riso o senza nausea; ma così fanno, e forse cosi bisogna che facciano per conseguire il lor fine, se non tutti, la maggior parte di coloro i quali, o ambiziosi brigano di salire per qualunche grado, o avari si t'unti


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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