Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      4 42 stoni a fiorentinadell'infamia, e gli donò alcune città e castella, ma noi fece duca, nè diè moglie al figliuolo, nè il vescovado al nipqte, secondochè gli avevano promesso; e nondimeno con tutte queste cose si trovarono e trovano di coloro, i quali non solo colla voce, ma eziandio cogl' inchiostri non pure scusano Malatesta di questo fatto, ma lo commendano, la ragione non so (1). So ben questo, che a me non va per la memoria d1 aver mai nè udito nè letto tradimento alcuno nè più grande nè più scoperto ; anzi mi pare che per fare un tradimento ne facesse prima parecchi, e poi fatto ch'egli l'ebbe, parecchi altri, e tutti meno evidenti che scellerati, come per le cose dette s' è veduto, e per quelle che si diranno si vedrà; e pure l'avesse egli fatto nel principio, in-nanzichè si fussino morti tanto acerbamente tant' uomini, e speso tanto inutilmente tanti danari; e nientedimeno perchè ciascuno possa credere a sè medesimo , e risolversi col suo giudizio proprio non coli'altrui, ho parte posto, e parte porrò con somma fede e diligenza tutte quelle scritture che, danti alcun lume o in prò o in conlra di questa materia, ini sono, mentrechè io cerco di ritrovarne la verità, capitate alle mani, non mi dando noia nè d'allungare il. libro, nè di fare per avventura, se non contra le leggi, fuori dell' usanza, se non della migliore della maggior parte degli Storici.
      Il ventesimo giorno d'agosto il comrnessario apostolico Baccio Valori, il quale sapeva tutta la mente del papa , comunicato prima con Malatesta , senza 1' autorità del quale non si faceva cosa nessuna, tutto quello che a fare s' aveva , mandò in piazza quattro bande di soldati Corsi coli' arme, e fece, preso eh' ebbero i canti, sonare la campana di palazzo a parlamento, al qual suon concorse, chi scrive innumerabil popolo, e chi, il che fu più vero, che di quegli della città non vi si trovarono trecento uomini. La signoria, più per timore de' soldati che
      (i) Gio. Batt. Busini nelle sue lettere al Varchi fu tra i Fiorentini il più acerrimo nel biasimare la condotta del Malatesta tenuta nella difesa di Firenze. Veggasi alle pag. 6a, g5, 117, 118, 119, i35, )45, i63, i83. Anco il Giannotti ne' suoi libri della repubblica fiorentina lo carica d' improperi , pag. a32j 269, 272, H Muratori, Anno i5ao, dopo di avere riferito il pea-eimo quadro che ne fa l'anonimo padovano, contemporaneo del taglioni, aggiunge « se di tutto egli fosse reo, noi saprei dire. »» Il Malatesta trovò un apologista a'nostri giorni nelP archeologo Vermiglioli. Per quanto in quel suo libro ricco di documenti egli si sforzi di liberare il Baglioni dalle gravi taccie appostegli, sussistono ancora contra di lui le accuse de' contemporanei , tanto più che le riprovevoli ribalderie del suo eroe, il dotto perugino non sa nascondere né mascherare. Codesto libro s' intitola: La Vita e le imprese militari di Malatesta IV Baglioni. Narrazione Storica di Gio Battista Vermiglioli con note, illustrazioni e documenti. Perugia, 1839, Tipografia Bartelli.
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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