Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      120 STORIA FIORENTINApoteva fare, conciossiacosaché quando Ai spogliato il principe, gli si trovò una cedola in petto di mano di Malatesta, per lu quale P assicurava d'andar con quanta gente volesse senz' alcun sospetto, perchè di Firenze non uscirebbe nessuno a noiare il campo; la qual cosa fu accompagnata prima dalia ragione, perchè come altrimenti si sarebbe potuto giustificare il principe, se nel campo fusse accaduto sinistro alcuno? poi dagli effetti stessi, perchè Malatesta per diligenza che vi si mettesse fece ben le viste di volere, ma non volle mai uscir fuora. Nè voglio non dire che alcuni di coloro i quali o penetrano o fanno professione di penetrare le cose più addentro, portarono opinione che il principe fusse ammazzalo per ordine segreto del signor Pirro, a cui quando andò a Roma, avesse il papa dato in arcani$, come dicono, con più altre, questa commessione principale. Il corpo del Ferruccio fu sotterrato in sulla piazza lungo la chiesa di Gavinana, e quello del principe portato spenzolone in su un mulo, e messo in deposito nella Certosa.
      La novella di così grande sconfina si seppe in Firenze, come io dissi di sopra, il quarto giorno d'agosto, e s' ella arrecò dispiacere e sbigoltimenlo universale non è da domandare. Ninno P udiva, il quale incontanente, quasi gli fusse venuto meno la terra sotto i piedi, non allibbisse, e a7 Piagnoni, i quali avevano affermato che '1 Ferruccio era Gedeone, e eh' agli doveva esser senza fallo vittorioso e liberare Firenze, non era altra speranza che quella degli agnoli rimasa, i quali quanto i nimici sollecitassero d' accostarsi alle mura, e offenderle, laoto s' affrelterebbono essi di venire, e difenderle; onde quauto crescevano i pericoli, taulo diventava maggiore l'ostinazione, ma non per questo mancavano i più prudenti di pensare a' rimedi umani. Laonde i signori per assicurarsi degli animi de' soldati vinsero favorevolmente un partilo, nel quale con onoratissime parole confermarono a ciascuno dei settantadue capitani stipendiati la medesima condotla/ e provvisione eh' egli aveva allora, per sempre durante la vita sua, eziandio a tempo di pace, e ancora quando fussero al servizio d' altri in su le altre guerre, solo che delle guerre non fussono conlra la repubblica fiorentina, edessi avessono ottenuta licenza d'andarvi. I capitani chiamali P altro giorno in palazzo, e udito leggere cotal partito , con incredibile allegrezza giurarono tutti sopra i Vangeli, e si sottoscrissero di lor mano di non esser mai per riconoscere altro padrone che la signoria di Firenze. Fu questa liberalità memorabile, ma fatta, come fanno gli uomini il più delle volte, quando o non possono non farle, o pare che le facciano più a profitto di chi le fa, che per benefizio di chi le riceve. E chi può dubitare eli' ella, se fusse stata fatta in tempo, non avesse maravigliosamente giovato? E perchè Zanobi Bartolini div^rOOQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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