Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      libro undicesimo
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      più di quattrocento cannonale, di maniera che a Docciuola gettò in terra più di cinquanta braccia di muro, e presso alla porta a Sant* A-gnolo più di trenta; ma iFerruccio ripararono a queste doe batterie.con coltrici, materassi ed altre cose simiglienti a queste, siccome eglino avevan fatto la prima volta, e messerp anch' allora ne'fossi assai tavole piene d1 aguti colle punte allo 'nsù, siccome noi dicemmo di sopra eh'eglino avevano fatto prima in quel luogo dove s'erano avvisati che il marchese dovesse battere lo terra la prima, fiata ; ed ancoraché il Ferruccio non fusse guarito delle sue fedite, ansi oltre a quelle avesse anche la febbre, si fece portare in sur una seggiola a quelle batterie per esser presente a tutto quello che quivi si faceva, e sollecitare i soldati ed i Volterrani che insieme con esso loro facevano i ripari alle batterie, e dar loro animo a portarsi valorosa-meote. Fatte le batterie , i soldati del marchese e quegli di Fabbrizio Italiani e Spagnuoli, dettero T assalto yalorosamente a tutte due quelle batterie eli' eglino avevano fatte, di maniera che quattro de' loro ,alfieri salirono colle bandiere in sulla batteria, i quali furono subitamente ributtati indietro, ed uccisi da que'di dentro, Durò l'assalto che gl'Italiani e gli Spagnuoli diedero alle batterie di Volterra circa duo ore, ma non potettero acquistare cosa alcuna, perciocché quei di dentro non solamente facevano loro resistenza coli' armi, ma ancora gettando loro addosso olio bollito e grandissima copia di sassi: nè mi pare da tacere qui uno scaltrimento militare che il Ferruccio usò contra le genti imperiali; e questo fu che dovendo le genti di fuori scender giù nel fòsso, e poi, salire per giugnere alla batteria, egli fece gettar loro addosso di molte botti piene di sassi, le quali Cadendo giù nel fosso con grandissima furia, e spezzandosi, e nello spezzarsi uscendone con gran forza di molli di que' sassi che gli erano dentro, messero in disordine e sbaragliarono i nimici, e ne ferirono ed uccisero assai, di maniera che il .marchese e Fabbrizio veggendo i loro soldati esser malmenati , e non poter, per lo disavvantaggio del sito, e per la gagliarda resistenza che que' di dentro facevano loro, acquistar cosa alcuna , disperati ornai di poter più pigliar Volterra, si ritirarono ai loro alloggiamenti , e la notte 1 medesima si partirono da Volterra con tutte le loro genti, con perdita di molti di loro* e con acquisto di vergogna non piccola.
      Paniti i nimici, il Ferruccio per riconoscere Morgante da Castiglione, il quale nella prima batteria s' era portato valorosamente , gli dette la compagnia ch' era stata del capitano Francesco dalla Brocca Corso, e quella del capitano Balordo dai Borgo diede per la medesima cagione a Pasquino da San Benedetto Romagnuolo, e trovandosi debi-
     


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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