Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      92 STORIA FIORENTINAcolle punte allo 'nsu, che avanzavano sopra le tavole. Ma, o fusse per sorte, o veramente che il marchese avesse avuto avviso che quel luogo ora molto fortificato, egli cominciò la mattina de9 quattordici giorni di giugno a far la batteria presso il monistero di San Lino, dove il Ferruccio non aveva fatto fare riparo alcuno, non credendo che il marchese dovesse batter la città da quella banda, e anco perchè in quel luogo era carestia di terreno, di maniera che malagevolmente gli si poteva far ritirate o altre fortificazioni. e la muraglia in quella parte era anche cattiva, sicché in pochi colpi gettarono in terra la torte della porta a Sani' Agnolo, e circa sessanta braccia di muro ; onde i soldati del Ferruccio tolsero certe balle e sacca piene di lana, e foizieri e casse e altre robe che i Volterrani avevano sgombrate nel monasterio di sopra detto, e con esse, e con quel poco di terra che era in quel luogo» cominciarono e fare un poco di riparo.
      In questo tempo sopraggiunse il Ferruccio col nervo de' suoi soldati a piede, e con i cavalleggieri armati colle loro lance pure a piede, e con alcuni Volterrani, una parte de1 quali attendeva sol lecitamente a fare il riparo di sopra detto, e 1' altra a difendere la batteria : nella quale fazione furono gettati per terra certi alfieri di quelli del Ferruccio dalle balle di lana, le quali erano percosse dall' artiglierie dei nimici, ed il capitano Goro da Montebenichi vi fu fedito d' un' arChi-busata nel corpo, ed il Ferruccio stesso vi fù fedito in duo luoghi, cioè in un ginocchio ed in una gamba, dai sassi eh' erano spezzati dall' artiglierie de' nimici. Nondimeno quando i nimici vennero a dar l'assalto alla batteria, il Ferruccio senza farsi medicare altrimente le sue fedite, le quali non erano di poca importanza, si fece in sur una seggiola porre appresso alla batteria, e quindi dava animo a' suoi soldati ed a' Volterrani , e confortavagli a portarsi valorosamente, di maniera eh' essi difesero francamente la batteria, ed i nimici colla morte e colle fedite di molti di loro si ritirarono indietro con poco onore. Perchè il marchese deliberò di battere di nuovo la città da un' altra banda con maggiori forze eh' egli non aveva fatto la prima volta, perciò fece venir di nuovo quattro cannoni con assai polvere e palle di ferro d' artiglieria, di maniera ch'egli aveva in tutto circa quattordici cannoni, dei quali una parte piantò sotto Sani' Andrea per battere le mura di Doc*» ciuola, e T altra parte alla porta di Sani' Agnolo, laddove egli le aveva piantale anche la prima volta , il che egli fece per battere quel cantone cibila muraglia, eh' è a mano dritta presso alla detta porta.
      Di poi a' diciassette giorni di giugno in sul)' apparir del giorno il marchese cominciò a batter la città, e durò a batteria insioo eh' era passato mezzo giorno, e in detto tempo tra tutte due le batterie trassev^rOOQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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