Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      STORIA FIORENTINAAgli sedici, fatta la rassegna generale dell'ordinanza della milizia fiorentina, che furono da' diciotto anni infino a' quaranta d' intorno a tremila, e da' quaranta in cinquantacinque circa dumila , si fece, cantata una solenne messa dello Spirito Santo, giurare ciascuno, toccando colla mano il libro aperto de'Vangeli, pubblicamente in sulla piazza di San Giovanni, nel mezzo della quale s'era fatto un'altare a posta sopra un palco , con un baldacchino di sopra, sotto il quale stava la signoria ed il signore Stefano allato al gonfaloniere , che non ubban-donerebbono mai 1'un l'altro, e sempre, mentre avessono spirito, la libertà di quella repubblica, ogni misera condizione e qualunche strema miseria, eziandio la morte stessa pazientemente sofferendo, difendereb-bono ; e Baccio Cavalcanti fece un' orazione sopra la libertà, la quale fu dalla maggior parte grandissimamente lodata.
      Avevano i Fiorentini, per far danari in tutti que' modi e per tutti que' versi che sapevano e potevano, fatto un lotto de' beni de' rubelli, al quale si metteva un ducalo per polizza, e, perchè non v' intervenissero fraudi ( come spesse volle ne' maneggi di cosi falle cose suol# accadere ) eletto commessari sopra i lotti Simone Ginori e Cristofano Rinieri, cominciossi a trarre pubblicamente ne' modi soliti agli diciotto, e se ne cavarono semila secento fiorini d' oro^ e non mollo di poi si propose e s' ottenne nel consiglio maggiore, ma dopo che fu ita a parlilo undici volte, una legge, mediante la quale tutti gli argeuli e tulli gli ori non coniali che si trovarono per le case, e non solo dei cittadini, ma di tulli gli abitanti in Firenze, eccello i soldati, e medesimamente quelli di tutti i luoghi sacri, lasciali solamente i necessari al culto divino, si mandarono, falline prima creditori i padroni, in zecca, e se ne batterono monete d' argento , le quali da un de' lati avevano il giglio, e dall'altro la croce con una corona di spine, e, se non volevano, si spendevano per un mezzo ducato , essendo ito il bando, che nessuno solto pena di cinquanta fiorini potesse in modo alcuno rifiutarle. Con questi ori e argenti si tolsero ancora tutte le gioie le quali erano d'intorno alla croce d' oro del tempio di San Giovanni, e tutte quelle della mitra che donò papa Leone , quando fu in Firenze, al capitolo di Santa Maria del Fiore, per le quali fu mandalo Lionardo Bartolini e Bernardo Baldini gioielliere, chiamalo Bernardone orafo che le stimò: il ritratto fra ogni cosa furono cinquantatremila ducati.
      In questo tempo andarono ad abitare nel palazzo de' Sasselli cinque bande de'nimici, le quali ogni giorno, anzi ogn' ora venivano con quelle che guardavano la porta a San Gallo, Pinli e Faenza , alle mani, o affrontando elleno loro, o essendo .esse da loro affrontate} e Raffaello di Giovambatista Bartolini, giovane non solo nella mercatura,


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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