Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      LIBRO UNDICESIMO 49
      mandava tante avversità a quel popolo, e che sarebbe necessario di provvedere d1 alcun rimedio opportuno , mediante il quale si placasse l'ira d'Iddio; la qual cosa era mirabilmente favorita dalle donne, sollecitate a ciò da' loro confessori, eziandio colla voglia de' mariti. Onde il gonfaloniere , il quale , o per debolezza d' ingegno, o per parere popolare, rimetteva ogni cosa alla pratica, fece, o per mantenersi quella parte, o per qualunche altra cagione, ragunare gli ottanta insino del mese dell' aprile prossimamente passalo, e dopo un poco di proemio, tale quale egli il sapeva fare, propose che consuitassono se fusse bene, che per l'onor di Dio e per salute della repubblica s1 eleggessono alcune persone religiose, e si commettesse alla prudenza e discrezione loro che vedessono di trovare alcun modo per lo quale I' ira di Dio conlra la città e cittadini d'essa placare si potesse. Questa proposta, non pensando niuno che la dovesse partorire altro che bene, si vinse favoritissimamente da tutti, e messer. Lorenzo Ridolfi dottor di leggi , il quale riferi per lo quartiere di Santo Spirito, soggiunse di più , che a loro pareva che si dovesse levare dalla camera un processo vituperoso che v'era contra fra Girolamo; e n'allegò la ragione dicendo che tutto quello eh' era stato fatto dal popolo fiorentino conlra 'I frate, era stalo fallo contro a Dio. Eiessersi dunque più frati e alcuni sacerdoti, i quali ristrettisi insieme, dopo alquanti giorni che si furono tra loro consigliali, mandarono al gonfaloniere in iscritlura una relazione, la quale molti e diversi capi conteneva, con molle parole inette e fastidiose, ma i principali, ridotti in suslanza, furono quegli sei: Che si dovesse desistere dal vendere i beni ecclesiastici. Che si dovessero deporre tulli gli odi e lutti gli sdegni, cosi pubblici come privali di latti i cittadini. e rimettersi f uno all'altro tulle le ingiurie, e cosi si docesse fare per maggior corroborazione pubblica mente, baciami***! f un l'altro in alcun luogo saero, intendendo di San Marco. Che rifacesse fare un" umiliazione alla santissima Sedia Apostolica, per r edere di mitigare lo sdegno suo concito conlra Firenze e i suoi cittadini. Che ti facesse giustizia de' terrazzani, e si g ostinassero i solfili forestieri. Che si facessero orazioni, digiuni e lim/mne a talli i poteri, e specialmente a ministeri. CJu si celebrasse una solennitàma protezione, alla qmale doeexse an lare ciascuno confuto e contrito dicot'unente.
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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