Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      54 STORIA FIORENTINA.
      gior vilipendio de' nemici, fecero in sulla piazza di Santa Croce una partita a livrea , venticinque bianchi e venticinque verdi, giuocando una vitella, e per essere non solamente sentiti, ma veduti, misero u»a parte de' sonatori con trombe e altri strumenti in sul comignolo del tetto di Santa Croce, dove dal Giramonte fu lor tratto una cannonata, ma la palla andò alta, e non fece male nè danno nessuno a persona.
      Il giorno dinanzi era entralo in Firenze pe' bastioni Girolamo lu-ghirlani dello Roba degna, e aveva dalo nuova come Fabbrizio Maramaldo era quel giorno arrivato nel campo con tulio il suo colonnello di circa tremila fanti; e il giorno di poi si fuggi dalla città, e se n' andò nel campo de' nemici Lorenzo di Giovambattista Bracci dalle mulina del Prato, mcnlrechè essendo venerdì si faceva, come s'era comandato per bando, la processione; onde il di medesimo fu preso iu Santa Maria del Fiore Zanobi suo fratello, e giudicato poi dalla quaranta per Ire anni nelle Stinche, e dalla medesima quarantia fu confinato Agostino di Piero del Nero, perchè T avesse servilo del cavallo sapra '1 quale s' era fuggito, alle Stinche per cinque anni. Marco di Tommaso Bracci e Alamanno de' Pazzi, accusati come consapevoli, e che vi avevan tenuto le mani, furono assoluti.
      Il giorno di Berlingaccio (1), che fu il dì di san Mattia agii 24 fu coronato in Bologna, dove era concorsa tutta la nobiltà non solamente d' Italia, ma di tutta la cristianità, da papa Clemente VII Carlo V, il giorno proprio del suo natale e della vittoria sotto Pavia contra il Cristianissimo ; della quale coronazione essendo stalo e latinamente e toscanamente scritto da tanti e tanto particolarmente, non ne dirò altro se non che ella mi pare, quanto alla pompa e magnificenza, maggiore ora quando io la leggo, che non mi parve allora quando io la viddi. Non si credeva che il papa gli dovesse dar la corona a Bologna , ma in Roma secondò il costume antico, e innanzi andare a Siena per far prova di pigliar prima Firenze; e si disse che fu consigliato a non gliene dare in Roma, perchè egli non vedesse a quanto sterminio e calamità avevano i suoi soldati condotto Roma. Ma la principale cagione fu eh' egli era sollecitato di ritornarsene tostamente nella Lamagna, così da' cattolici come da' protestanti, perchè desiderando Ferdinando d' essere eletto a re de* Romani, e trovandovi dentro molte difficoltà, non gli pareva di poterle vincere senza la presenza e autorità sua ; e » protestanti avendo fatta quella lega cogli Svizzeri, della quale fu fa-
      (ih L'ultimo giovedì del carnovale. Il Varchi Ercol. 64. coi» apiega qneata parola. É berlingacela quel giovedì che va innanii al giorno del carnasciale. , c clic i Lombardi chiamano la giobbia grassa.
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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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