Storia fiorentina (volume II) di Benedetto Varchi

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      libro undicesimo 17
      di capitano generale, con lutti gii onori, gradi e preminenze ed cibo-: Iumenti che già aveva il signor don 'Ercole da Esle, mentrechè fu nostro generale; e questa cagione è, non la nobiltà dell' illustrissima casa lua, onde tanti sono usciti generali, quanti uomini ; nou le molte e gravissime ingiurie ricevute da te e da' tuoi maggiori da' comuni avversari e nemici nostri, potendosi ancora vedere in Roma nel mezzo del ponte di caste! Sant' Agnolo il sangue del magnanimo e fortissimo padre tuo, fatto cosi crudelmente e ignominiosamente conlra la fede, benché astutamentedata, dicollare da papa Lione; ma solamente la tua singoiar virtù, la singoiar virtù tua solamente, e la fede che nella fede tua ebbe ed ha tutto questo magnifico e generoso popolo fiorentino, la quale fu ed è tanta , che il freschissimo esempio di si manifesta perfidia non ci ha potuti sbigottire : perciocché se don Alfonso da Este n' ha, mancandoci delia fede e promissioni sue, ingannati, egli nou ci mancherà ne ingannerà il signor Malatesla Baglioni.
      « E veramente come noi non potiamo negare che tutta questa nostra città non sia grandissimamente obbligata alla tua virtù ^ avendola tu cosi prudentemente e così, strenuamente da così grande e così polente esercito guardata tanto tempo e difesa, così non debbi negar tu d' essere a tutta questa nostra citlà non poco tenuto; conciossiacosaché ella avendo prima riposto e rimesso, e ora di nuovo maggiormente riponendo e rimettendo nel volere e poter tuo, non solamente la roba e la vita, ma eziandio 1' onore non pure di sè, de' figliuoli e delle mogli , ma ancora di tulli i posteri e discendenti suoi, 1' ha dato larghissimo campo di mostrare, se non le forze del corpo tuo, già per natura e per esercizio tanto forte e gagliardo, ed ora per la lunga e difficilissima malattia nella tua ancora fresca età così debole e infermo, cerio il vigore e '1 valor, dell' animo, e in somma dichiarare a tutta '1 mondo quanto sia grande sì la fedeltà tua, e sì la scienza ed esperienza delle cose militari, e per conseguente fare in tutti i secoli ed appresso tutte le nazioni chiarissimo e celebraiissimo il nome tuo e di tutta, la casa Bagliona, e cosi vivere per fama negli altrui pelli, e andare di con-tinovo volando per 1' altrui bocche con immorlal grido eternalmente ; perciocché le ricchezze, i diletti e tulli gli altri beni e piaceri mondani, non si difendono più olire che quanto è lungo lo spazio di questa brevissima vila mortale ; solo il desiderio della gloria, solo la cupidigia dell' onore, delle quali cose quanto sono gli animi o maggiori o minori, lanto ardono jfiu, non hanno nè termine che gli racchiuda* nè tempo che gli fornisca. Laonde se tu, illustrissimo e valorosissimo signore, siccome noi, medianfe la grazia di Gesù. Cristo nostro re , mediante 1' equità della causa iy>stra, e mediante la yirtù tua, indubita-Vxncm. Fui. IL av^rOOQle


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Storia fiorentina (volume II)
di Benedetto Varchi
Borroni e Scotti Milano
1846 pagine 476

   

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