Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      Firenze l'ceciliatare la chiusa del discorso di Leopoldo TT, il quale, dopo avere a faccia fresca asseverato che egli era in pace con tutti gli Stati d'Europa, ad eccezione dell'Austria, concluse :
      « Ali gode l'animo di confermare qui solennemente le istituzioni sancite, di confermarle 11011 coinè lettera morta ma come spirito di vita e di progresso ; e al nostro patto di verità e di giustizia invocare con voi la testimonianza e la protezione di Dio. Xel farvi questa dichiarazione, o signori, l'animo mio si sente lieto e sicuro, perchè non fo se non ripetere al cospetto vostro quella promessa che feci e tenni sempre a me stesso, son già molti anni, di consacrare cioè tutta la mia vita alla felicità dei benamati Toscani. »
      Uno scoppio d'applausi accolse queste ultime parole ; ed in tutti gli astanti, dei quali il maestoso salone dei cinquecento era gremito, e fra cui erano moltissimi forestieri, la commozione fu straordinaria.
      Xel dì 8 gennaio 1849 il Magistrato della Comunità per dar prova di fratellanza ed esempio di concordia fra tutti gì' italiani, deliberò che fossero restituite ai pisani le famose catene che servivano al porto di Pisa, tolte loro dai fiorentini e tenute come trofeo di guerra attorno alle colonne di San Giovanni.
      I fiorentini plaudirono a questo nobilissimo atto, perchè l'entusiasmo per la libertà dei popoli non conosceva quasi più limiti. Ala oramai era decretato che tutte le belle speranze concepite, tutto l'entusiasmo e la fede nell' avvenire della patria e nella costanza e fermezza del principe, andassero presto in fumo.
      Infatti, dopo il rovescio di Xovara, gli austriaci imbaldanziti ripresero il sopravvento : il Granduca dopo tutti i suoi discorsi, dopo le ricompense ai valorosi di Curtatone e Alon-tanara che si eran battuti contro l'Austria per la libertà e l'indipendenza d'Italia, dopo il giuramento fatto in Palazzo Vecchio, dicendo che quello non era da ritenersi come lettera morta ; 1111 bel giorno lasciò banco e benefìzio, scappò a Siena e di lì a Gaeta dov'era il Papa col Re di Napoli.


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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