Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      correva a Firenze per goder di quel fragoroso spettacolo, nel 1827 si pensò dal Magistrato civico di trovare un'altra località più adatta; e dopo matura riflessione, come la gravità del caso esigeva, fu stabilito d'allora in poi d'incendiare i fuochi sul Ponte alla Carraia.
      Bisognava però eseguire un castello o macchina, dove poterli disporre. Sulla torre di Palazzo Vecchio si faceva bene; perchè non c' era bisogno d'armature, e più solida di quella non si poteva trovare ; occorreva dunque provvedere la macchina necessaria. Il Comune che si trovava di fronte a quest'ostacolo, che a quei tempi pareva insuperabile, diede un' importanza tale alla macchina dei fuochi, più che se si fosse trattato di rifar la cupola del Duomo !
      A crescer l'imbarazzo per la sollecitudine che ci voleva, giunse il sovrano rescritto del 26 gennaio 1827, con cui S. A. I. e R. si era degnato di approvare « che i fuochi d'artifizio per le ricorrenze che dovevano incendiarsi, fossero traslocati dalla Piazza detta del Granduca e dal Palazzo Vecchio, al Ponte alla Carraia. »
      La risoluzione di quest'affare, che prese delle proporzioni straordinarie, merita di esser raccontata, perchè dà un'idea dei tempi.
      Il Magistrato, messo così alle strette dal sovrano rescritto, prese l'eroica risoluzione di bandire un concorso; ed adunatosi il 23 febbraio 1827 ordinò « farsi un Programma al pubblico per invitare gli architetti e ingegneri tanto della città che di fuori a partecipare, a tutto il mese di marzo, al signor Gonfaloniere, il disegno ben dettagliato per sottoporlo al giudizio dell'Accademia delle Belle Arti, perchè unitamente al signor Gonfaloniere sia scelto il più elegante ed il più economico da porsi in esecuzione. »
      E per formulare il detto Programma restarono incaricati i signori avvocato Luigi Vecchietti e Giovacchino Faldi, unitamente al signor ingegnere di circondario, fissando un premio di zecchini trenta all'architetto, o ingegnere, o macchinista, il cui disegno fosse prescelto ed approvato, a con-
      37. — Conti.


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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