Firenze vecchia di Giuseppe Conti

Pagina (578/706)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      574
      Firenze Vecchia
      le ventitré - ossia le sette - i dragoni scioglievano il corso e sgombravan la piazza mettendo fuori tutti quei branchi di contadini che erano stati al sole per cinque o sei ore, onde prendere il miglior posto. Ala costoro si adattavano anche a star di fuori intorno all' anfiteatro, contentandosi di sentire gli urli, gli applausi o i fischi. I fiorentini però, che sapevan 1' uso, quando venivan nella piazza i dragoni, si tiravan dietro il canapo che veniva tirato dopo lo steccato, formante il circolo nel quale dovevan correre le bighe; e se qualcuno di quei contadini tentava, con le solite spinte e urtoni, di entrare dietro il canapo, lo mandavan via subito intimandogli che bisognava pagare; e che scappasse lesto se no i birri l'arrestavano. Ala non c' era bisogno di minaccie ; bastava quella di dover pagare, alla quale un contadino non è mai sordo !
      Il Granduca con tutta la Corte ed il seguito, con treno di gala preceduto da due battistrada, scortato da otto guardie nobili e due cavallerizzi « di sportello, » arrivava un po'prima della corsa; e trattandosi di uno spettacolo quasi equestre, si vestiva da colonnello di cavalleria austriaca, con 1' uniforme bianca a faldine gallonata d'oro alla pistagna e alle maniche ; pantaloni a coscia, stivaloni alla scudiera e l'elmo con la cresta dorata e con tanto di patacca con l'aquila a due teste sullo zuccotto. Lui credeva di fare un certo effetto : ma quell' elmo benedetto, portato all' indietro, lo rovinava. Sarebbe stato meglio vestito da frate !
      Le persone di servizio dei Sovrani, con biglietto del maestro della Real Casa, andavano a godere il palio nel palco di Corte, lasciando libero lo spazio riservato ai paggi ed ai loro precettori. Le cameriste e persone non nobili, munite dello stesso biglietto, andavan sulla terrazza del magazzino dei foraggi e alle tre finestre della casa Puliti. Gli altri uffi-ziali e serventi, nel palco della Comunità.
      L'onore maggiore però, in seguito, era fatto all' architetto Baccani, poiché il Granduca ogni anno lo faceva avvertire che avrebbe mandato in casa sua, per veder la corsa, i piccoli Arciduchi, non tanto perchè il palazzotto Baccani rimaneva


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

Pagina (578/706)






Vecchia Granduca Corte Sovrani Real Casa Corte Puliti Comunità Baccani Granduca Arciduchi Baccani