Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      Firenze Vecchia
      Una delle particolarità piii note del popolo fiorentino c stata sempre quella di canzonare i tipi più buffi, di metterNel 1834 fra i più perseguitati era un tale, detto Zuccherino, che vendeva i biscottini e che aveva per male quando lo toccavano.... sotto le reni ! E i ragazzi che lo sapevano, messi su al solito dai grandi, bastava che lo vedessero perchè gli corressero dietro in punta di piedi e lo prendessero per.... la parte di cui era tanto geloso. Le furie di Zuccherino erano terribili : bestemmiava, trattava male quei monelli, le loro mamme, i babbi e quasi anche i pigionali.
      Un'altra vittima di quelle birbe era un venditore di chicche. che quando passava tutti gli dicevano: — O becco ! — poiché con questo bel nome soltanto era ormai conosciuto. Ala costui pareva anzi che se ne tenesse, perchè il giovedì santo non lavorava ed andava invece in giubba con la moglie - dalla quale pur troppo gli proveniva il titolo poco nobiliare - tutta in ghingheri e con lo scialle di terno a visitar le chiese. A costui è fama che dicessero:
      Prato del .Monte alle Croci.
      loro dei soprannomi tremendi, e di far loro la caricatura perfino in gesso dai lucchesi, che si vendeva liberamente per le strade e che poi si vedeva sui cassettoni di quasi tutte le case di quel tempo.
      Oh virtù del sacro rito, Anche l'adultera va col marito !
      C'era anche il Magnanino, che stava di bottega sull'angolo di Via de' Cimatori, ubriaco puntualmente fino dalla


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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