Firenze vecchia di Giuseppe Conti

Pagina (410/706)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

      406 Firenze J "ceciliache gli toccava terra, mettendo spesso i crini negli occhi a quei disgraziati, che per levarsi un male inciampavano in un altro peggiore.
      Ogni mese o due capitavano però sulla Piazza del Granduca dei ciarlatani di grido, di fama mondiale, seduti sojira un carrozzone che arrivava a'primi piani, spesso tirato anche da quattro cavalli. Questi erano i colossi della scienza: vestiti di nero, con certe tube più grandi del vero; enormi collane d'oro, o quasi; ciondoli d'ogni specie, ed il moro accanto : moro, per lo più onorario, se non onorato, tinto col sughero ma vestito alla turca. .Sul di dietro del carrozzone c' era una banda, se non di ladri - almeno si crede - certo di suonatori da fare scappare. Quando si trovavan d'accordo la gran cassa, i piatti e il bombardone, pareva la fin del mondo.
      Quei professoroni, di lassù da quel pergamo, per cominciare subito bene, principiavano a trattar male i contadini, che stavan loro d'intorno quasi in adorazione. In ricompensa si buscavan di bestie, di zucconi e di ignoranti tutti, dato con tanta prosopopea, con tanta arroganza e sicurezza da quegli elefanti del sapere, che pareva proprio che dovessero riavere un tanto.
      L'effetto era straordinario. Nessuno fiatava, e si pigliava anzi in pace, con una certa compiacenza, tutte quelle invettive e quelle impertinenze come se spettassero loro di diritto. Nessuno s' arrischiava d'andare a farsi levare i denti da quei dottoroni, da quelle enormità scientifiche. Ma allora il professore vedendo in bilico il risultato della sua facondia, con benevola burbanza incoraggiava il povero di spirito e
      10 faceva salire a cassetta accanto a lui, nel posto del inoro,
      11 quale si metteva dietro col bicchiere dell' acqua beli' e preparato, per far risciacquar la bocca al paziente.
      L'infelice pareva in berlina: tutti muti, stavano attenti aspettando il momento della sganasciatila. Il professore dopo levato il dente, lo mostrava al popolo attonito, e spesso lo buttava fra la folla, con g'esto largo, magnanimo, da imperatore romano, come per saziarne l'avida curiosità.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina  Immagine

   

Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

Pagina (410/706)






Firenze J Piazza Granduca