Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      Gli orti e i poderi chiusi da muri, o da antiche macchie che si trovavano appena usciti di città, facevan credere che se ne fosse cento miglia lontano. Tant'è vero, che a'tempi de'tempi, s'andava a villeggiare a San Marco Vecchio, a San Gervasio, a San Salvi o al Ponte a Ema, come oggi si va in montagna. Andare a Fiesole, all'Impruneta, a Villamagna, a San Ca-sciano o a Compiobbi, era come andare all' estero !
      Fra San Gallo e Pinti, c'eran le diacciaic, dove nell'inverno parecchi ragazzi, i quali si scordavano d'andare a scuola, o di tornare a bottega, vi si recavano invece a fare gli sdruccioloni sul ghiaccio che spesso a un tratto si rompeva, facendoli cascar nell' acqua con la cartella dei libri che molti non abbandonavano - per amore allo studio - nemmeno in quel salutare esercizio ! Oliando poi tornavano a casa, eran riscaldati dalle nerbate - che allora erano in uso quanto il desinare - perchè i calzoni, i libri e i quaderni tutti fradici, facevan pur troppo la spia della forca fatta, come si usava dire nel gergo scolaresco, quando si salava la scuola.
      Nell'estate, le diacciale, recinte da una specie di anfiteatro, servivano per il giuoco del pallone, antica passione dei fiorentini, presso i quali fin dai primi tempi della repubblica era in voga il giuoco della palla. I ragazzi delle famiglie nobili e del medio ceto, nell'ore in cui i babbi e le mamme facevano il sonnellino del dopo desinare, andavano a giuo-care nelle strade meno frequentate, o lungo le mura, senza dar noia a nessuno, come pur troppo fecero dopo i ragazzacci della strada, che giuocaron dappertutto con grande molestia dei cittadini.
      *
      E qui torna a verso di ricordare che per il giuoco del pallone furono appassionatissimi anche i principi di Casa Medici, i quali si davano premura di far venire a Firenze i più famosi giuocatori che venivano da loro spesati di tutto punto, pagati lautamente e mandati poi via con dei regali di molto valore.


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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