Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      La morte di Ferdinando 111 253
      Ferdinando III con tutta la corte venne apposta la sera dalla villa di Castello, non tanto per riabbracciar la figliuola, quanto per divagarla, e le condusse al teatro del Cocomero, all'accademia data dalla celebre cantatrice Catelain, a benefizio del Reclusorio dei poveri.
      Indi a poco Maria Teresa co' tìgli tornò in Piemonte.
      Le cose frattanto in Corte e in Firenze procedevano con calma e con tranquillità; quello che era lecito di rimandare al domani non si faceva oggi, e fra il Sovrano e i sudditi felicissimi si trovavano così affiatati, che anco gli animi di coloro che non avevano veduto di buon occhio la restaurazione della monarchia Lorenese, andavano rappacificandosi con quella. Una delle principali cure di Ferdinando III era il bonificamento della Maremma ; e spesso vi faceva delle gite per esaminare da sè stesso i lavori e sollecitarli. Ma il suo nobilissimo zelo e la sua lodevole preoccupazione gli dovevano riuscire fatali.
      Nel mese di giugno del 1824, tornando appunto da una delle gite in Maremma, appena entrò si può dire in Firenze, sentì subito i sintomi d'una febbre che da quel momento gli insidiò tenacemente la vita.
      Ferdinando fu costretto a mettersi a letto ; ed i principali medici furono subito intorno a lui per contenderlo alla morte, con ogni mezzo migliore che l'arte salutare suggeriva. Furon però tutti sforzi inutili, perchè il male vinse gli uomini della scienza.
      Il 17 di giugno il Granduca si aggravò tanto, che alle tre della mattina fu comunicato dal suo confessore Anton Lorenzo Brunacci, primo cappellano di Corte. Il Sovrano che conservava perfetta la lucidità della mente, domandò, di essere assistito spiritualmente dal padre Mosè, provinciale dei frati di San Paolino.
      Nella camera del malato fu eretto un altare provvisorio, al quale, prima di presentargli il viatico celebrò la messa il cappellano viceparroco di corte Giovali Battista Enrici. Nelle ore pomeridiane fu dato ordine dal maggiordomo maggiore prin-


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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