Firenze vecchia di Giuseppe Conti

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      Pendente il ricorso del Magistrato, questi, per dimostrare
      10 zelo nell'onorare la reggente ed ingrazionirsi presso di lei, prese il 2 luglio 1807 questa terribile deliberazione :
      « I Priori, ecc.; sentito che il maestro di posta, in occasione della corsa del palio dei cocchi mandò un paro di cavalli non atti al detto servizio, ma inviziati di restìo, con grande indecenza ed insulto al pubblico, e con pericolo d'inconvenienti, nonostante gli avvertimenti datigli precedentemente di cambiarli, allorché furono riconosciuti incapaci nelle prove, non essendovi memoria che siasi fatta una corsa più indecente, con mancar di rispetto mediante un tale atto del pubblico di vari ceti ivi accorso allo spettacolo ;
      « Ordinarono rappresentarsi un tal fatto all'111.mo signor Presidente del Buon Governo, perchè voglia degnarsi di far dare dal detto postiere di questa dominante al pubblico quella soddisfazione che crederà conveniente, ed intanto, sospesero
      11 solito pagamento del nolo dei cavalli posti alla corsa predetta. »
      E il Presidente del Buon Governo ordinò al « Ministro della Posta» Lorenzo Cappelli di presentarsi alla prima adunanza dei Priori, ciò che avvenne il 16 luglio, ed introdotto alla loro presenza « fece le ordinate scuse e avvertito a non incorrere altra volta in simile mancanza » fu licenziato.
      Quindi, per sfoggiare sempre più in uno smaccato zelo, il 4 novembre 1807 i « signori Priori si riunirono col Magistrato supremo nelle stanze del Bigallo, e si portarono nella chiesa Metropolitana ove assistettero alla messa cantata per la ricorrenza del nome di Sua Maestà il re nostro Signore. » Dicevan proprio così, i Priori, parlando d'un fanciullo straniero!
      Ma la sincerità di queste esagerate e sleali dimostrazioni fu smentita senza alcun riguardo nell' adunanza del 21 gennaio [808 (poco più di due mesi dopo), nella quale « dal signor Gonfaloniere fu rappresentato che le Comunità provinciali si erano distinte con feste pubbliche, sacre e profane, nella fausta circostanza di esser passata la Toscana sotto il dominio dell'Augusto Imperatore dei Francesi, Re d'Italia


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Firenze vecchia
Storia - Cronaca - Aneddotica - Costumi (1799-1859)
di Giuseppe Conti
Bemporad Firenze
1899 pagine 702

   

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