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Catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna - Volume II

Gaetano Gaspari
Libreria Romagnoli Dall'Acqua, 1890, pagine 593

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   MUSICA RELIGIOSA
   431
   Maestro di Capella nello Spirito Santo in Ferrara. Nuouamente composti & dati in luce. - In Yenetia, appresso Giacomo Vincenti 1613. - in 4°. Il solo Basso. (A tergo del frontispizio Ieggesi la seguente dedicatoria dell'autore):
   Al Molto Illustre, e Reuerendiss. Monsig. Il Sig. Camillo Mori Vescovo di Termoli Patron mio Colendissimo.
   Apena io liauea posto fine al secondo libro de miei Motetti per darlo come feci il primo alla stampa, mentre vdissi con allegrezza commune della Citta la promotione al grado non di ora a suoi meriti domito di Vescono. Paruemi gran mia ventura, che mentre io staua pensando alla persona, che collo splendore del nome, che il libro douea portare in fronte, illustrasse e l'Opera e l'Autore, mi vedessi spuntare come nono sole dall'Oriente dell'Alma Città la persona di lei. Non mi riuolsi altroue, portando così il costume di mirar più voluntieri al nouo Sole che nasce, che al Sole che tramonta, sicuro di hauer prò eduta l'opera di vna lumiera, che per qualunque mani ella sia per andare non debba mai andare in tenebre. Accolgala pertanto V. S. Reuerendissima sotto la splendidissima sfera sua, per farne poi, andando freggiata e chiara del nome di lei, un' ho-norato dono alla sua nouella sposa. I.a quale stando d' ora in ora attendendo che ella arriui, s'apparecchia di riceuerla tra le altre feste & allegrezze con vna bella salua di sacre e gratiose canzoni. Con che facendole humilissima riuerenza le prego dal Signore buonissimo principio al re-gimento di cotesta. sua noua Chiesa.
   Di Ferrara il dì 30 di Genaro 1G13.
   Di V. S. M. Illustre, & Reuerendissima Seruitore deuotissimo ALESSANDRO GRANDI.
   Grandi Alessandro. Motetti a cinque voci, con le Letanie della Beata Vergine d'Alessandro Grandi Maestro di Capella nello Spirito Santo di Ferrara, Raccolti da Placido Marcelli & dedicati alla Sereniss. Madama, Margherita Gonzaga, Duchessa di Ferrara. - In Ferrara, per Vittorio Baldini 1614. - in 4°. Tenore, Basso e Quinto. (A tergo del frontispizio Ieggesi la seguente dedicatoria):
   Madama Serenissima
   Questi sono i più scielti e peregrini Motetti, che per mio parere habbia fino a questo dì veduto l'età nostra. E può senz' altro acquistar qualche credito a questo mio detto congiunta al candor della mia fede la bianchezza di questa chioma incanutita fra i diletti di questa professione. Qui la chiarezza delle parole non fugge con le fughe del Musico, ne 1' arte del parlare perde i suoi pregi nell' arte del canto, ma questa s' innalza con quella, s'humilia con lei, corre con lei, posa con lei, piange con lei, & in qualunque altra maniera quella si disponga, questa più efficacemente promoue gli all'etti di lei; onde insomma vedrà V. A. l'arte di questo auttore seruire d'una giudiziosa luce, d'una spiritosa forza, e d'un viuissimo spirito all'oratione, e fatto quasi scalpello d'armonico scultore render le parole di rilieuo agli uditori; vfficio che tanto è proprio del Canto, quanto è poco inteso da molti professori di esso;
   i quali con gì' intempestiui, e troppo spessi rompimenti delle note, turbano, ed oscurano i sereni corsi dell' oratione, e co' i troppo ingordi raggiramenti sbranano le parole, diuorano la loro chiarezza, e con varie code d'inanimati passaggi rappresentano mostri, e chimere à chi gli ascolta: Vuoisi da valoroso compositore rompere sì col Canto la corrente dell' oratione, ma in quella guisa che piaceuole ruscelletto frà pietrucce minute frange il passaggio dell'acqua, che certo vn rompimento tale non solo non rende oscuro il suo tributo, ma più tosto in virtù di quei piccioli ripercotimenti radoppia la chiarezza dell'onde, e cagiona nell' orecchie altrui vn dolcissimo mormorio: ma percioche non è mio pensiero, ò ingegno mio il tessere in vna brieue lettera le lodi d' vn Musico Eccellente in'ese perfettamente dal suo finissimo giudicio maggiore dell'altrui canto, e della mia penna, dirò solo, che 1' Mea d' un ben' inteso concerto sarà sicuramente da lei scoperta in questi miracolosi Motetti che appunto vn' eccellenza ed vn' isquisitezza tale è stato la cagione che m' ha indotto à dedicargli, come faccio, al famosissimo nome di V. A. Sereniss. Et à dir il vero, à chi con più ragione si douea quest' opra di Musica si compita, che al nome de quella gran Donna, nell' anima della quale fanno si nobile concento gli habiti delle virtù morali, e cantano, per cosi dire, eterni Motetti alle sue glorie; di quella gran Donna, che ha saputo col diesis dello spirito raddolcir le settime di questi affetti terreni, ed accordando 1' alto della ragione col basso di questi sensi rendersi norma d'anima ben concentrata à tutti i secoli futuri; anzi di quella Donna, à cui doppò 1' hauer fatte si honorate Tragedie de i pensieri del mondo, si doueano queste belle Musiche per chori e per applausi; a quella Donna, la quale hauendo in questi tempi edificati Tempij, e Monasteri per pietoso ricouero di sacre vergini, era ben degno, che i Musici suoi deuoti le apprestassero i concenti per honorarne i suoi nouelli Altari; à quella Donna in fine, à cui per titolo di merito sublime dourebbon tutte le persone, e tutti gì' ingegni recar tributo, e primitie dei frutti loro. A voi dunque Madama Sereniss. più eh' ad altri si douean consagrare queste pretiose fatiche, nò dirò già ch'io mi sia mosso per adornare co' vari monili di queste note 1' antica mia seruitù verso lei, nè meno professerò, che queste Musiche catene habbiano più tenacemente à legarmele in deuotione, però che la mia seruitù è così ricca di fede, e con sì saldi legami d'eterna obligatione alla sua benignità legata, che sdegna nuoui fregi e nuoue catene, ma hò preso ardire di porgerle questo picciolo armonico dono per rappresentarle in imagine la viua armonia de' miei pensieri, che con la misura dell' obligo vnita-mente conspirano à reuerirla: ed ho uoluto sotto le sembianze di questi numeri canori adombrarle in parte i numeri delle gratie, eh' ella in ogni tempo si è degnata di farmi; ina se quelli sono finiti, e regolati dall' arte, questi sono infiniti, e trapassano le regole d'ogni solita benignità, onde queste mute voci ponno pur anche rappresentare le viue voci, con le quali vò di continuo celebrando la magnanimità di V. A. verso di me. Per questi rispetti dunque gradisca le coinposi-tioni che le olfro, e quanto io mi sono alzato con 1' ardire à dedicargliele, tanto ella si degni abbassare la sua grandezza a riceuerle. E senza più le fò humilissima riuerenza pregando da Dio à suoi magnanimi pensieri felicissimi auueni-menti.
   Di Ferrara li 20 Agosto 1614.
   Di V. A. Sereniss.
   Vmiliss. & Deuotiss. Seru'dore PLACIDO MARCELLI.