MUSICA RELIGIOSA
417
Donati Ignazio. Il Primo Libro de Motetti a voce sola di Ignatio Donati Maestro di Capella nel Duomo di Milano. Da quali quei che desiderano imparare à portar la voce con gratia, et acquistar disposinone potranno ageuolmente da se prendere la maniera di cantar gratiosamente, far scherzi, passaggi, et altri leggiadri effetti. Dedicati al Molto Illustre Sig. Nicolò Caualli da Casal-maggiore. Opera Settima. Nouamente corretta, & ristampata. - In Yenetia, Appresso Alessandro Vincenti. 1634. -in fol. Partitura di pag. 35. (Senza dedicatoria).
- Il Secondo Libro de Motetti a Voce
sola d' Ignatio Donati Maestro di Cappella del Domo di Milano per educatone de figlioli et figliole dedicati al molt' Illustre, et motto Reverendo Signor 1). BaldÌBera Serena da Sant'Angelo in Vado Opera Decima Quarta. Con Privilegio. - In Venetia, Appresso Alessandro Vincenti. 1636. - in fol. Parte per cantare, e Parte per sonare. In tutto opuscoli due.
La dedicatoria in data di Venezia 15. Ottobre 1G3G. è così sottoscritta: Tgnatio Donati Maestro di Cappella del Domo di Milano.
Nella parte per sonare, dopo la dedicatoria trovansi :
« avertimknti per potere insegnar!-:.
« Questi pochi concerti, accommodati con passaggi gii hò fatti, per Educatione de figlioli, & figliole, ouer Monache, & per quelli che non hanno dispositene Naturale.
« Prima. Si hà da cercare di far solfeggiare bene il figliolo con voce gagliarda, e piena finché si applica bene nella Memoria le sudette Voci, & Mutatloni. Per le prime volte non si faranno Cantare con molta prestezza, mà reiterando le sudette noti sempre vn poco più, con più prestezza per far 1' abbito di cantarle tutte in vn fiato, fin tanto che sia entrato bene in possesso nella Memoria 1' aria.
« 2. Quando sarà ìnpossessato bene il figliolo di Cantar le sudette noti, io applicarà poi sotto la lettera, ouer sìllaba A, E, O, come si vsa di far la Gorga, & far sì che il sudetto figliolo spicchi bene, & batti quelle noti, con proferrire tanti A, tanti E, & tanti 0, con Voce, & flato eguale dalla prima in sin al Vltima nota. Se bene, sul principio pare che sia disdiceuole à proferire tanti A, tanti E, & tanti O, con tutto ciò à poco à poco si verrà ad agiustare il tutto; per non batter la Gorga con la Barba; mà la sudetta Gorga voi esser fatta Veloce, & anco adagio.
« 3. Tenga la Testa alta, con il guardo ad in sii, la bocca mezz' Apperta per non perder tanto fiato, si sforzi di non arcar le Ciglia, non inouer le la-bra, A di non far atto disdiceuole nel Volto; mà veda se sia possibile batter la Gorga con il nodo del Gargozzo, che questa è la vera.
« 4. Ho partito il Soprano à Battuta per battuta, acciò se alcuno hauesse gusto di Cantare à Misura, possa vedere il segno del Tempo in posinone, & in elleuatione.
« 5. In questa sorte di Cantilene di Voce sola non si deve mai Batter battuta, ma solo attendere à cantare con misura larghissima possatamente, con far quelli affetti esclamaiioni, di crescere, e mancar la Voce à tutto suo potere, con rinforzare la Voce à suo luogo e tempo; e non cantar con ansietà e Timore. Perche il Signor Organista vede nel suo libro tutto quello che dice il Cantante, 4 se anco aggiungessero altri passaggi sempre aspettarà, & darà tempo con il suo sonare, di ben fare. Però ci vole pacientia. Viuete felice ».
Son molto apprezzabili i surriferiti documenti, perchè ci scoprono il metodo di canto praticato nel 163G.
Questo discorso trovasi impresso ancora nel fine della Parte per cantare.
Dragoni Ciò. Andrea. Motectorum Jo. Andrene Ilraconis in Basilica Latera-riensi Chori Magietri, Quae Quinque Vocibus concinuntur, Super omnia fere Festa Sanetorum, tres in partes divisa, quarum quaelibet continet festa quatuor mensium, Liber Primus. Prima Pars. -Romae, Apud Nicolaum Mutium 1600. SuperioTum Permissu. - in 4°. Canto, Alto, Tenore, Basso e Quinto. (A tergo del frontespizio è impressa la seguente dedicatoria):
Illustrissimo et Reveren.mo D. Ascanio Card. Co-lumnae Archipresbytero, Lateranense Capitulum.
Mors vere sorda, vere invida arbitrata est se har-ìnoniae I.ateranensis vocem eripere, cuin vita privavit Joannem Andream Draconem insignem virum, nostri Chori Praefectum: sed aeque caeca non vidit illuin ingenij atque artis praesidio inu-nitum, ai! iinmortalitatem exaudit-i nihiloininus a nobis. et vivere in ea prole scriptionum, quam elegantissime suo calamo musicisque nptis ex-pressit. Nunc quemadinodum nobiles patresfami-lias ex nnico lilio mille periculis obnoxio suam gentem pendere pòtius, quam propagar! existi-mant; ideoque plures exoptant; ita nos ne Illa quoque in uno exeniplari, tainquam uno capite posita aliquo casu nobis eripiatur, quasi ad so-bolem inultiplicandam, stabiliendamque fami-liain, typis connnitti voluimus; Tibique, Ascani Cardinali trailldiinus. Tu orbatum patre pupil-ium solita benignitate Illustrìssime Tutor com-plectere.
Essendo passato a miglior vita il Dragoni, pensò il Capitolo Lateranense di dar alle slampe le di lui composizioni manoscritte dal detto Capitolo possedute, onde ovviare alla possibilità di smarrirne gli originali per qualsifosse accidente.
Du Ponehei Giacomo, Min. Conv. Sacrae Cantiones, duabus, tribus, <& quatuor vocibus in Organo concinendae, una cum Litaniis Beatae Mariae Virginis. Authore F. Jacobo Du Ponchel Duaceno in Flandria Minorum Conuentualium S. Francisci, & Eminentissimi Cardinalis Biechi, Ciuitati8 Auximani Episcopi Organista. Opus Secundum. - liononiao, typis Jaeobi Montij. 1671. - in 4°. Canto, Canto secondo, Alto, Basso e Organo.
Voi. II.