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Catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna - Volume II

Gaetano Gaspari
Libreria Romagnoli Dall'Acqua, 1890, pagine 593

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PRATICA
   e Bassus (G). (Della lunga dedicatoria trascriviamo solo le ultime parole, non avendovi cosa d'alcun momento).
   Illustrissimo, ac Reuerendissimo D. D. Aiexandro Victricio Sacrae Inquisitionis in Vrbe Assessori. Fr. Augustinus Diruta Perusinus Augustin. S. P.D.
   ......Interea, Reuerendiss. Victrici, decantatas
   Diuorum Angustio, in hoc laudes libello (quem tibi dono mea offert, & rogat vt suscipias, pau-peries ) tui3 oculis, à auribus dignare ; & decan-tantis susceptam prosequi protectionem : nam & ego eosdem apprecabor Diuos, vt sua Te omni dignentur aeuo. Vale. Dat. Romae. IV. Idus Maias. 1030.
   I Santi Agostiniani di cui sono i presenti Mottetti,
   eccoli qui rapportati come li veggiamo nella tavola: sr. Guglielmo, S., Chiara da Monte falco, S. Agostino, S. Nicolò, e s. Monica.
   V iranno ancora nell'opera Inni e Antifone, sempre però dei Santi Agostiniani suddetti.
   I>oblhof~l>t®r Carola». Pater noster Caroli L. B. A, Doblhof-Dier.
   Opuscolo in 12° stampato in litografìa.
   II Pater noster è in canto corale, sottopostevi tre
   parti alla maniera degli antichi falsi bordoni.
   Di questo compositore parla il La Fage nella Diph-thérographie, e il Fétis nella 2& edizione della sua grande opera, tom. 3°, pag. 30.
   Donati lenitalo. Ignatii Donati Eeelesiae Metropolitanae IJrbini Musicae Praefe-cti, Sacri Concentus Vnis, Binis, Ternis, Quaternis, & Quinis vocibus, Ynà cum parte Organica. Ad Illustrissimum Co-mitem D. Franeiscum Mariam Saxatel-lum Ordinis S. Michaelis Equitem meri-tissimum. - Venetiis, Apud Jacobum Vincentium. 1612. - in 4°. Cantus, Tenor, Altus, et Bassus. In tutto opuscoli quattro. (Manca però la parte dell'Organo. E questa parte dell'Organo manca pure all' esemplare dell' archivio musicale di S. Petronio).
   Le prime pagine di quest'opera contengono la dedicatoria dell'autore colla data di Venezia 10. Agosto 1612; alcuni versi latini intestati: Ad Igna-tium Donaium Musices Praefectum Francisci Eartolini Fanensis Carmen; un avvertimento dell'autore; e una Dichiaralione del cantar lontano ^ Trascrivono qui sotto alcuni squarci e dell' avvertimento 6 delia dichiarazione.
   « Ignatio Donati alli Signori Lettori.
   « Ve ne sono ancora (cioè dei Concerti) a 4. & a 5. accommodati per cantar lontano, come più a basso si vedrà le sue dechiaratione.
   « GÌ' ultimi poi sono ad vna voce sola, con alcuni Passaggi ; di sotto il suo Basso, che si sona, partiti in due pause per casella. Non starò a far' altra dechiaratione del Basso Continuo per F Organo, circa questi numeri 3. 4. 5. 6. 7. 8. D. che voglia dire terza, quarta, quinta, sesta, settima, ot-taua, & nona; come anco delli diesis jJ: e p molli, a che sentono sopra le noti di detto Basso, essendo hora ben noto a tutti, che il diesis £ serue per far la terza, o decima, ouer sesta maggiore, come per il contrario il p» molle serue per far la 'erza, ouer decima minore ».
   « Diciiiarationk del Cantar lontano.
   «......Et questa, inuentione è stata esperimento ta da me, & dalli miei Cantori nel. Domo di Pesaro, e fuori doue son stato.
   « L' ordine che si ha da tenere, è questo, cioè che quella parte, che incomincia prima a cantare, quella sola deue restare in Organo, & l'altre tre, ò due, ò una, deuono stare lontano dall' Organo in disparte, separate 1' una dall' altra, non vedute per la Chiesa, a modo di tanti Chori. Quasi tutti questi Concerti sono stati cantati in questa maniera, & non gli ho voluti porre in questa positura, per commodità, ch'ogn'uno possa cantare, considerando, che non tutti forsi saranno di quella sufflcientia, che si ricerca per cantar lontano ; e questo solo basti per tale dichiara-tione. Con tuttociò non si prohibisse a nissuno, che detti concerti non si possano cantare con tutte le parte in Organo; ma molto più fa bel-ls effetto a star lontano. Et in vltimo, vltimo ci sono doi concerti per parte s di voce sola pas-saggiati ».
   Le segnature dei quaderni hanno impresso: Concerti di Ignatio Donati. A l. 2. 3. 4. & 5. lib. I.
   Parecchie deduzioni vengono innanzi dall' esame dei passi qui addietro descritti. I passaggi, i concerti passaggiati ci rendon palese che cotali fioriture eran di moda anche prima della pubblicazione dell' opera del Severi, autore notissimo appunto per gli abbellimenti da lui praticati col titolo di Passaggi. Apprendiamo inoltre che del 1612 era noto a tutti come dovessero eseguirsi le numeriche segnature del Basso continuo. Pare ancora che il Donati fosse maestro di Cappella in Pesaro, o almeno che in detta città e in altri luoghi ponesse in esecuzione questa sua bizzarria del far cantare diverse voci 1' una distante dall'altra. Modernamente si rinnovò Io scherzo del Donati, facendo in non so quai chiesa interromper la musica della cantoria per 1' inatteso sottentrar di un' altra orchestra sotto d' un catafalco mortuario in occasione di servizio funebre; e altra volta attaccando una sinfonia sopra al cornicione della chiesa dov' erano varj sonatori non veduti dal popolo. v
   Denati Ignazio. Motetti a Cinque Voci in Concerto con due Sorti di Letanie della B. V. & nel fine alcuni Canoni d'Ignatio Donati maestro di Cappella del' Archi-confraternità, & Accademia dello Spirito Santo di Ferrara. All' Illustrissimo Sig. Conto Hercole Pepuli Cauaìiere del Redentore, Prencipe di detta Academia. -In Venetia, Appresso Giacomo Vincenti. 1616. - in 4°. Opera completa, (A tergo del frontispizio così si legge) :
   Illustrissimo Signore mio Signore, e Patron Colendissimo.
   Queste spirituali composizioni, secondo il moderno costume tratto dalle lusinghe del mondo, alla vaghezza della Musica più tosto, che alla granita della maceria acconsentendo, ho fatto. Et à Voi Illustrissimo Prencipe, e Moderatore delle nostre Accademie vengo a consegrarle humil-mente. E se bene dourebbe questa nostra Archi-confraternità, all'ampio mare della grandezza vostra, per altro riuo la sua diuozione più largamente trabboccare, non potrebbe però dalla mia bassezza partendosi, porgere nò più pura vena d' affetto, nò tributo più pronto di vera, ed immutabile fedeltà. Seruirà dunque questo pic-ciola dimostrazione a voi Illustrissimo Signore