398
PRATICA
Cazzati Maurizio. Il Sesto Libro delli Motetti à voce sola in Soprano Consecrati Al Nome Immortale Dell' Altezza Serenissima d' Isabella Clara Arciduchessa d' Austria, Duchessa di Mantoua, Monferrato, &c. da Mauritio Cazzati Maestro di Capella di Camera dell' Altezza Serenissima di Anna Isabella Gonzaga Duchessa di Mantoua, Monferrato, &c. Opera LXIII. - In Mantoua, Appresso gli Osanna, Stampatori Ducali. - in 4° oblungo. Partitura di facciate 187.
La dedicatoria del Cazzati ha la data di Mantova il 3 Gennaio 1070.
- Motetti a Yoce Sola del Sig. Mauritio
Cazzati Libro Ottauo Opera 65. - In Bologna. 1678. Per Giacomo Monti. -in 4° oblungo. Partitura di facciate 182. (Senza dedicatoria).
L'opera presente contiene dodici mottetti, tutti per voce di basso.
Nell'Accademia Filarmonica di Bologna conservasi del Cazzati l'opera seguente:
Il Primo Libro delli Motetti a voce sola del Sig. I). Mauritio Cazzati Maestro di Capella in S.Petronio di Bologna. Opera V. Nuouamente Ristampati. - In Bologna, por Pelegrino Lazzari, 1670. -in 4° obi. Libro di pagine 148. (Senza dedicatoria).
Contiene sei mottetti per soprano, altri sei per contralto e uno per tenore. In fine avvi la Salve Regina della E. V. per basso.
Ceresiul Don Giovanni da Cesena. Il
primo Libro de Motetti a Una, Due, Tre, Quattro, Cinque & Sei voci con il Basso continuo per 1' Organo di Don Giovanni Ceresini da Cesena, Dedicati all' Illustrissimo, & Reuerendissimo Signor Cardinale di Nazzaret Yescouo di detta Città. - In Venetia, appresso Giacomo Vincenti. 1617. - in 4°. Canto, Tenore, Alto, Basso, e Basso per l'Organo. In tutto opuscoli cinque. (Eccone la dedicatoria):
Illustriss.mo et Rever.mo Signore mio Signore et Patrone colendissimo.
K un pezzo, che per soddisfare al debito della mia diuozlone verso la persona di V. S. Illustrissima
10 ra' era proposto di dedicarle alcuni de' miei componimenti di musica; ma due potenti rispetti, inflno à questo giorno à sospendere il proponimento, m'hanno condotto. L'uno, che à i concenti troppo rari delle sue alte virtù, la notizia esquisitissima, ch'ella possiede di questa nobilissima professione, non è punto inferiore: l'altro,
11 tuono, e '1 rimbombo della gonfia, ed iperbolica alfermatiua d'alcuni di non dedicare come gli altri, d'inrianimati passaggi mostri, e chimere; ma i più scelti, e peregrini Motetti, che inflno à questo di abbia veduto l'età nostra, ed insomma vn' eccellenza, ed una esquisitezza miracolosa. La considerazione del primo, con molta ragione ni' induceua a credere le mie dissipitezze do-
ver' e3sere al Uno giudicio di V. S. Illustrissima, più di noia, che di gusto alcuno. E l'altro mi sforzava a fuggire quasi cieca talpa il paragone del Sole; quasi pallustre augello il canto soavissimo dell'Vsignuolo. Ma poiché la pubblicazione di quei miracoli, non à me solo, ma à i più intendenti hà analmente dato à diuedere, che molte volte i ricchi pomi degli Esperidi giardini ci vengon promessi, & appena ce ne presentan di colti in poinieri comunali, che taluno si crede col dito vezzeggiare il Cielo, quando non hà da terra si può dire ancora alzate l'ali; & in line, che il miracolizzar per natura si conuiene à Dio, & per grazia à Santi, si come ho ripreso ardire, cosi senza curar gran fatti gli altrui milanta-menti. di far stampare le presenti mie composizioni Ecclesiastiche mi son disposto: non già perche à quelle tanto famose, e rare di paragonarle per me si presuma, che quantunque per quel giugnere alla loro altezza di salire sù i monti Pirenei non faccia mestieri; tuttauia la po-uertà del mio ingegno non lascia trascorrer le parole, dove non possono sperar di giugner gli effetti. Rimaiieua la cognizione maravigliosa, che V. S. Illustrissima ha della musica a farmi contrasto; ma la benignità sua incomparabile vuole che per me si creda, ella col tributo, ben che vinile della mia riuerenza, esser per dissimulare l'iinperfezzioni dell'arte. Supplico dunque V. S. Illustrissima a degnar di riceuere questi miei parti tanto più benignamente, quanto d'esser protetti hanno bisogno maggiore; con tanto più di serenità di volto, e d'animo, quanto più sono lontani a i vanti miracolosi, ed immersi per contrario in vn profondo sentimento d'umiltà, e di-uozione, con la quale prego Dio, che a V. S. Illustrissima doni felicissimi auuenUnenti, e a me talento di presentarle, quando che sia, cose più degne della sua grandezza, e del mio desiderio; e quanto più riuerentemente posso m* inchino.
Di Venetia il Primo di Genaro 1017.
Di V. S. Illustrissima, e Reuerendissima
Vmllissimo, e deuotissimo Seruitore GIOVANNI CERESINI.
Si è trascritta questa dedicatoria perchè ne scopre una cotal gara artistica fra l'autore ed altro ignoto musicista, il quale vanta vasi di far cose stupende senza poi corrispondere col fatto alle proprie millanterie. Pare che questo competitore del Ceresini fosse cesenate esso pure, o in quella città diinorasse. Sarebbe mai il maestro di cappella della Cattedrale dì Cesena di quell' epoca 1
Cerroni Padre Bonaventura. Motecta binis, ternis quaternisque vocibus concinenda, Cum Basso ad Organum. Au-thore P. F. Bonaventura Cerronio Ord. Min. Obser. Organista in Regali Con-ventu S. Diduci Neap. - Neapoli, Apud Octavium Beltranum, 1639. - in 4°. In tutto opuscoli quattro.
Cesena Fra Gio. Battista Minor Osservante. Motetti a Quatro voci con Letame cho si cantano nella Santa Casa di Loreto di Gio. Battista Cesena No-uamente con diligentia ristampati. Con il Basso per 1' Organo. Libro Primo. -In Venetia, appresso Giacomo Vincenti 1606. - in 4°. Canto, Tenore, e Alto. Mancano le parti del Basso o del Basso per 1' Organo. (Senza dedicatoria).