
Pagina
|
a cura di Federico Adamoli Aderisci al progetto!
care, che di quelle biancheggianti tutte non si trovino. Simi-lemente i fiumi a quello circustanti, più veloci di corso che copiosi d'acque, le loro arene di queste medesime chiocciole dipingono. Sopra questo pasceva Eucomos la semplice man-dra delle sue pecore, quando chiamato assai vicino fu a quell'onde, le quali i cavalli di Febo, passato il meridiano cerchio, con fretta desiderano per alleviare la loro ardente sete e per riposo; ov'egli andò, e quivi la mansueta greggia di Franconarcos re del bianco paese gli fu accomandata, la quale egli con somma sollecitudine guardò. Aveva il detto re di figliuole copioso novero, di bellezze ornate e di costumi splendide, le quali insieme, un giorno, con grandissima caterva di compagne mandate dal loro padre, andarono a porgere odoriferi incensi a un santo tempio dedicato a Minerva, posto in un antico bosco, avvegnaché bello d'arbori d'erbe e di fiori fosse. Esse, poiché il comandamento del padre ebbero ad esecuzione messo, essendo loro del giorno avanzato gran parte, a fare insieme festa per lo dilettevole bosco si dierono. A questo bosco era vicino Eucomos, sopra tutti i pastori ingegnosissimo, con l'accomandata greggia, il quale nuovamente colle proprie mani avendo una sam-pogna fatta, che più eh' altra dilettevol suono rendeva agli uditori, ignorante della venuta delle figliuole del suo signore, essendo allora il sole più caldo che in alcun'altra ora del giorno, aveva le sue pecore sotto l'ombra d'uno< altissimo faggio raccolte, e diritto appoggiato ad un mirtea bastone, questa sua nuova sampogna con gran piacere di sé sonava, e nondimeno, alla dolcezza di quella, le pecore' facevano mirabili giuochi. Questo suono udito dalle vaghe giovani, senza niuna dimoranza, corsero quivi, e poiché per alquanto spazio ebbero ricevuto diletto, e del suono e della veduta delle semplici pecore, una di loro chiamata Giannai, fra l'altre speziosissima, chiamò Eucomos, pregandolo che a loro col suo suono facesse festa, di ciò merito promettendogli. Egli il fece. Piacque a loro, e tornarono più volte a udirlo. Eucomos assottiglia il suo ingegno a più nobili suoni, e sforzasi di piacere a Giannai, la quale, più vaga del suono-che alcuna dell'altre, l'incalcia a sonare. Corre agli occhi d' Eucomos la bellezza di lei con grazioso piacere. A questa si aggiungono dolci pensieri. Egli in sé medesimo loda molta la bellezza di lei, e stima beata colui cui gì' iddii facessero ![]() |