Pagina (264/434)
Pagina

Pagina (264/434)
|
Per la biografia di Giovanni Boccaccio
Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432 |
Digitalizzazione OCR e Pubblicazione a cura di Federico Adamoli
Aderisci al progetto!
[Home Page]
[ Testo della pagina elaborato con OCR ]
guaina de' suoi membri. Io, pervia di festa, lievi rispostevi donerò, senza cercare la profondità delle proposte questioni, la quale andare cercando piuttosto affanno che diletto recherebbe alle vostre nienti. E questo detto, colle dilicate mani prese l'offerta ghirlanda, e la sua testa ne coronò, e comandò che, sotto pena d'essere dell'amorosa festa privato, ciascuno s'apparecchiasse di proporre alcuna questione, la quale fosse bella e convenevole a quello di che ragionare intendevano, e tale, che piuttosto della loro gioia fosse ac-crescitrice, che per troppa sottigliezza, o per altro, guastatine© di quella.
Feriva del sole un chiaro raggio, passando in fra le verdi fronde, sopra il detto fonte, il quale la sua luce rifletteva nel bel viso dell'adorna reina, la quale di quel colore era vestita, che '1 cielo ne dimostra quando amendue i figliuoli di Latona a noi nascosti, solo colle sue stelle ne porge luce; e oltre allo splendore del bel viso, quello tanto lucente faceva, che mirabile lustro a' dimoranti in quello luogo porgeva fra le fresche ombre; e talvolta il riflesso raggio si distendea infino al luogo dove la laurea corona d'una parte colla candida testa, dall'altra con gli aurei capelli terminava, tra quelli mescolata con non maestrevole avvolgimento: e quando quivi perveniva, nel primo sguardo si saria detto che, tra le verdi fronde, uscisse una chiara fìammetta d'ardente fuoco, e tanto si dilatasse, quanto i biondi capelli si dimostravano a' circostanti. Questa mirabile cosa, forse più tosto o meglio avvedutosene che alcuno degli altri, mirava Galeone intentamente quasi come d'altro non gli calesse, il quale per opposito a fronte alla reina sedeva in cerchio, dividendogli l'acqua sola, nè mo-vea bocca alla quistione che a lui veniva, perchè taciuto avesse la reina già per alquanto spazio, avendo contentata la savia donna (1). A cui la reina così disse: 0 solo disio, forse, della cosa che tu miri, dinne quale è la cagione che così sospeso ti tiene, che seguendo gli ordini degli altri non parli, solamente, come noi crediamo, mirando la nostra testa, come se da te mai veduta non fosse avanti? Dilloci, e appresso, come gli altri hanno proposto, proponi. A que-
(1) Una bella donna, ohe aveva propesto la questione sesta.

|