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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   d'ella sia e di che parenti discesa. A cui Galeone rispose: .Ninna vostra domanda potrebbe essere ingiusta; e perocché di così valorosa donna niuno è che apertamente parlando non deggia palesare la sua fama, al vostro dimando interamente soddisfarò. Il suo nome è qui da noi chiamato Fiammetta, posto che la più parte delle genti il nome di colei la •chiamino, per cui quella piaga, che il prevaricamento della prima madre aperse, si richiuse. Ella è figliuola dell'alt issimo principe, sotto il cui scettro questi paesi in quiete si reggono, e a noi tutti è donna: e brevemente niuna virtù è che in valoroso cuore debbia capere, che nel suo non sia; e voi siccom'io estimo, oggi dimorando con noi, conoscerete. — Ciò che voi dite, disse Filocolo, non si può ne' suoi sembianti celare: gl'iddii .a quel fine, che sì singular donna merita, la conducano: e certo quello e più che voi non dite, credo di lei; ma queste .altre donne chi sono? Disse Galeone: Queste donne sono alcune di Partenope, e altre d'altronde in sua compagnia, siccome noi medesimi, qui venute. E poiché essi ebbero per lungo spazio così ragionato, disse Galeone: Deh dolce amico, se a voi non fosse noia, a me sarebbe molto a grado di vostra condizione conoscere più avanti che quello che il vostro aspetto rappresenta, acciocché forse, conoscendovi più degnamente, vi possiamo onorare: perocché tal fiata il non conoscere fa negli onoranti il debito dell'onorar mancar®. A cui Filocolo rispose: Niun mancamento dalla vostra parte potrebbe venire in onorarmi, ma tanto n'avete fatto avanti, che soprabbondando avete i termini trapassati : ma poiché della mia condizione desiderate sapere, ingiusto saria di ciò non soddisfarvi, e però quanto lecito m'è di scoprire ve ne dirò. Io sì sono un povero pellegrino d'amore, il quale vo cercando una mia donna a me con sottile inganno levata da' miei parenti; e questi gentili uomini i quali con meco vedete, per loro cortesia nel mio peregri-naggio mi fanno compagnia: e il mio nome è Filocolo, di nazione spagnuolo, gittato da tempestoso mare ne' vostri porti, cercando io l'isola di Sicilia. Ma tanto coperto parlare non gli seppe, che il giovane di sua condizione non comprendesse più avanti che Filocolo desiderato non avrebbe; e de' suoi accidenti compassione avendo, il riconfortò alquanto con parole, che nel futuro vita migliore gli promettevano. E da quell'ora innanzi moltiplicando l'onore, non