— 257 —
Dal Filocolo.
Quegli, che dopo lui 0 rimase successore nel reale trono, lasciò appresso di sè molti figliuoli, tra ' quali uno nominato Ruberto nella reale dignità constituito rimase, interamente col-l'aiuto di Pallade reggendo ciò che da' suoi predecessori gli fu lasciato. E avanti che alla reale eccellenza pervenisse, costui preso del piacere d'una gentilissima giovane dimorante nelle reali case, generò di lei una bellissima figliuola: benché, volendo di sè e della giovine donna servare l'onore, con tacito stile, sotto nome appositivo d'altro padre, teneramente la nutricò, e lei nomò del nome di colei, che in sè contenne la redenzione del misero perdimento, che avvenne per l'ardito gusto della prima madre. Questa giovane, come in tempo crescendo procedea, così di mirabile virtù e bellezza s'adornava, patrizzando così eziandio ne' costumi come nell'altre cose facea, e per le sue nobili bellezze e opere virtuose, più volte facea pensare a molti che non d'uomo ma di Dio figliuola stata fosse. Avvenne che un giorno, la cui prima ora Saturno avea signoreggiata, essendo già Febo co' suoi cavalli al sedicesimo grado ¦del celestiale Montone pervenuto, e nel quale il glorioso par-timento del figliuolo di Giove dagli spregiati regni di Plutone si celebrava, io, della presente opera componitore, mi trovai in un grazioso e bel tempio in Partenope, nominato da colui «he per deificarsi sostenne che fosse fatto di lui sacrifìcio sopra la grata e quivi con canto pieno di dolce melodia ascoltava l'ufìcio che in tale giorno si canta, celebrato da' sacerdoti successori di colui, che prima la corda cinse umilmente esaltando la povertade, quella seguendo (3). Ove io dimorando, e già essendo, secondo che il mio intelletto estimava, la quarta ora del giorno sopra l'orientale orizzonte passata, apparse agli occhi miei la mirabile bellezza della prescritta giovane, venuta in quel luogo a udire quello che io attentamente udiva: la quale sì tosto com'io ebbi veduta, il cuore cominciò si forte a ti emare, che quasi quel tremore mi rispondeva per li menomi polsi del corpo
(!) A Carlo I d'Angiò succedette Carlo II, padre di Roberto.
(-) S. Lorenzo.
(3) S. Francesco d'Assisi.
17