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Medesimamente affermavano anco: che in quel tempo un •certo Rimondo Campano, moro, la cui effigie non era punto differente dal cognome, era stato compi ato da Rimondo dei Campani maggiordomo della cucina del re Carlo; il quale lo ebbe da alcuni corsali, che gli lo vendettero. Onde poi, per averlo veduto persona molto diligente, il fece battezzare, il tenne a battesmo, gli pose il proprio nome e cognome, il pose in libertade, e a lui diede tutta la cura, e l'ufficio di quasi tutta la cucina reale. Indi non molto dopo, andando Rimondo, dico il padrone, alla guerra ; questo Rimondo fu sostituito in suo loco. E tanto seppe diportarsi bene, che non andò molto ch'egli incominciò comprar case, terreni, masserizie, argenti, cavalli, servi, e ogni altra cosa necessaria. Appresso entrò in grazia di tutti i nobili, del re, e avere di molte ricchezze; laonde, dal governo della cucina, fu innalzato alla custodia de' vestimenti reali. Così passando le cose, volendo la duchessa medesimamente far qualche bene alla Filippa, della quale lungamente s'era servita, ed era restata vedova, la diede per moglie a Rimondo, che a lei pareva persona eguale alla donna; e acciocché le nozze fossero più splendide, lo sfacciato uomo chiese di esser fatto cavalliere reale. Per la qual cosa avuta tal dignità, il moro cavalliere, e la lavandaia Catinese si congiunsero insieme. Queste sono le cose, le quali per bocca di questi vecchi io intesi più volte essermi raccontate della loro nobiltà, o, per meglio dire, della rozzezza di questa Filippa. Ora vengono le cose ch'io stesso vidi. Rimondo adunque, di servidore di cucina divenuto cavalliere, e inalzato dal famoso matrimonio di Filippa Catinese, incominciò tra soldati dimostrarsi non inferiore a gli altri, esseguir molte cose impostegli, diportarsi valorosamente, e appresso con grandissima diligenza aggrandire la sua facoltà. Dall'altro canto Filippa, essendo già morta la Violante, e venendo in Napoli Sancia moglie del già re Roberto, con grandissima diligenza se le dimostrò fedele. L'islesso fece verso Maria moglie di Carlo figliuolo del re Roberto, standosi con elle, servendole, a tutti i suoi comandi mostrandosi prontissima, e, di diversi ornamenti e ricami, facendosi tenere perfetta maestra. Stando le cose in questi termini, e essendo ella per l'età la più attempata di tutte l'altre di corte, indi trovandosi madre di tre crescenti figliuoli avuti dal marito e cavalliere Rimondo ; appresso, per la lunga conversazione reale, essendo tenuta la più ammaestrata, e awe-