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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   mente, senza ingiuria d'alcuno, avendo io protestato voler descrivere i famosi, e non solamente i nobili, poteva pigliar costei che mi pregava. Nondimeno, non senza ragione ho giudicata che^sia da descrivere come sarebbe a dire, acciocché tutta l'opra in alcuna parte paia conformare delle cose necessarie. Perciò che.fincominciando da principi lieti, dritto è che finisca in cose meste. E si come il principio è slato da un nobilissimo uomo, così anco m'è paruto che se gli dia fine con una donna plebea. c vile.
   Essendo adunque per seguire così il successo dell'infelice Filippa, come l'avanzo, attento che per sua novità fin ora è a pochi palese, nè per scritture, ma per relazioni se n'ha solamente notizia, ho istimato non essere fuor di proposito affine che la molta brevità altrove non avendo ampia narrazione, facilmente non toglia l'attenzione delle cose che s'hanno .a dire, tesserne l'istorie e spiegar la sua vita. Nella quale descriverò alcune cose vedute da gli stessi occhi miei. In quelle che avrò veduto io, so punto non m'ingannare. Se nelle intese da altri errassi, non sarò da riprendere, benché ho ricercato il vero più che abbia potuto. Ora, lasciati tutti gli altri piangenti, alquanto in alto pigliaremo i suoi principi.
   Essendo anco giovanetto, e praticando in corte di Roberto re di Gerusalemme e di Sicilia, era avvezzo un uomo vecchio e di gran memoria chiamato Marin Bulgaro di nazione Schiavo, e da giovanetto ammaestrato nell'arte marinaresca, e insieme con lui Costantino Rocca Calabrese, uomo così per l'età, come per meriti, degno di riverenza, raccontare molte cose passate-e lungo tempo fa accadute in diverse corti. Tra l'altre narravano che Roberto, allora duca di Calabria, per commandamento del re Carlo suo padre, aveva, tolto l'impresa contro Federigo, che gli occupava l'isola di Sicilia.
   Così dimorando nel campo appresso Trapani, occorse che Violante sua moglie partorì un figliuolo. Onde avvenne che-per carestia di donne, Filippa, della quale siamo entrati a parlare, giovane di presenza e qualità assai appariscente, ma per bisogno de gli altrui panni lavandaia, e povera; pochi giorni innanzi, per avventura, aveva partorito del marito pescatore un figliuolo. Per la qual cosa fu tolta per balia del fanciullo del duca. Ed essendo entrata in grazia della duchessa, nel ritorno ch'ella fece a Napoli, fu menata seco per servente, e tra l'altre tenuta; perciocché già era morto il fanciullo.