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Per la biografia di Giovanni Boccaccio

Francesco Torraca
Società Editrice Dante Alighieri, 1912, pagine 432

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   la dedica ('), quando, scorrendo il lavoro, s'accorse che non bastava ritoccare l'ultimo capitolo, che bisognava rivedere e corregger tutto; e vi si accinse e vi attese con l'infaticabile sua pazienza e perseveranza. Potè interromperlo nell'ottobre del 1373, per cominciare il commento pubblico della Divina Commedia; lo riprese l'anno seguente, nella quiete di Certaldo, ma non lo finì se non dopo l'ottobre del 1374. Non, dunque, solo « un anno al più » sarebbe trascorso tra la prima e la seconda redazione, nè la prima sarebbe stata pubblicata, livree a u public sin dal 1373, poco dopo la nascita del figlioletto di Maghinardo. Così si spiega anche il fatto rilevato, non senza maraviglia, dal chiaro professore di Grenoble, che la redazione A « sembra essere stata di gran lunga la più divulgata, soprattutto fuori d'Italia ». Quella era, torno a dire, la definitiva; quella ricevette Maghinardo, con la preghiera di « comunicarla agli amici e, poi, col suo nome, pubblicarla ».
   Due altre noterelle, e avrò finito.
   La prima parte dell'apostrofe ai potenti della terra :
   Vos autem qui celsa tenetis imperia, aperite oeulos et aures reserate, et ne vobis laetifer somnus obrepat, vigilantes adspi-cite, si minorum negligitis, regum lafrymas, deieetiones, exilia, eatenas. captivi tates, crucia tus, vituperia, mortes et sanguinem fratrum, distracta cadavera. deiectos cineres, orbe pulsos here-des et exinanitas regias, et regna deleta;
   (!) « Tu autem, parve liber, longum vive felixque, insignis militis Magbinardi, meique tenax nominis atquò famae ». Su per giù lo stesso, in forma più adornata, diceva 'a dedica, in fine: « ut ipse (munueculum) prò viribns celebre nomen tuum meumque aliquali fulgore, per ora virnm discurrons, illustret ».